articolo di
Daniela Liucci

tag
Movies

NINE

Rob Marshall

NINE

Voto: 2/5

Portare sul grande schermo un musical storico — in scena dal 1982 — è di per sé un'impresa rischiosa. Canzoni, coreografie, scenografie hanno un bisogno viscerale del contatto con il pubblico, della combustione spontanea che è capace di generare la sacca d'aria tra palco e poltrone. Portare sul grande schermo un musical dichiaratamente ispirato a un capolavoro come 8 ½ di Federico Fellini, poi, è come un suicidio annunciato in mondovisione. E non serve a nulla cambiare punto di osservazione. Anche a volerlo considerare un'opera indipendente e slegata dai suddetti contesti, Nine è un film fragile, esile, in bilico tra un preparatissimo e iperattivo cast e l'esiguità di una trama statica. Il Guido Contini di Daniel Day-Lewis, regista in crisi esistenziale e professionale alle prese con la sua nona pellicola, è quasi annichilito dal turbinio di donne che popola la sua vita – moglie (Marion Cotillard), amante (Penélope Cruz), madre (Sophia Loren), musa (Nicole Kidman) – tanto da risultare più un bell'addormentato che un surreale sognatore. La colonna sonora, Be Italian inclusa, non ha il mordente e il brio necessari per lasciare il segno. L'Italia è un rosario di stereotipi recitato a memoria da generazioni, che ormai ha perso freschezza, furbamente rivitalizzato da un tocco di burlesque e una fumosa patina di jazz era. Rob Marshall, dopo Chicago, tenta di tenere il passo di Bob Fosse e Baz Luhrmann, ma ha ancora il fiato troppo corto.

mer, 20 gen 2010

Commenti

Ancora nessun commento, vuoi essere il primo?

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere registrati. Se non lo hai ancora fatto registrati, altrimenti fai login.


Segnala a un amico via email