Alicia Keys
The Element Of Freedom
Sony Bmg

Sarà perché dicembre equivale a Natale, sarà per gli arrangiamenti pieni e solenni, sarà per quella passione soul che la sua voce sprigiona anche quando canta una filastrocca, ma ogni disco di Alicia Keys ha un sapore vagamente festivo. Anche quando indugia sul dolore di amori finiti, cuori spezzati e ferite da far rimarginare lentamente, anche quando mancano le ballad strappalacrime come Fallin'. The Element Of Freedom si apre con una citazione di Anaïs Nin: “e venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bozzolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare”. È questo per Alicia l'elemento fondamentale della libertà, ma anche il suo grande limite. Mentre ci si aspetta di vederla liberare il suo talento senza più rete di protezione, dal bozzolo, tuttavia, esce solo il busto. Il soul che l'ha resa famosa fa un piccolo passo indietro rispetto a una più fresca vena R'n'B (Doesn't Mean Anything, Love Is My Disease che conserva l'eco di No One), cede a un ritmo più incalzante e danzante (Put It In a Love Song, “duello” ad armi pari con Beyoncé), si arricchisce di un ormai imprescindibile tocco rétro (Try Sleeping with a Broken Heart riporta dritta al primo Prince) e si libera maliziosamente di pesanti sovrastrutture (Empire State Of Mind -Part II— Broken Down è la versione “solista” e più sentita della sua collaborazione con Jay-Z). Ma per uscire definitivamente dal bozzolo, la strada è ancora lunga.
gio, 17 dic 2009
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