articolo di
Letizia Bognanni
tag
Dave Grohl, Queens Of The Stone Age, Led Zeppelin, Album, Rock, Nirvana, Foo Fighters
Them Crooked Vultures
Them Crooked Vultures
RCA

Di solito il problema dei supergruppi sta nel loro essere super, e i Them Crooked Vultures non fanno eccezione. In che senso? È presto detto: chiunque abbia anche solo dato una sfogliata a un manuale “Sociology for dummies” sa che le dinamiche di gruppo dipendono dalle modalità di leadership, e che se in un gruppo sono tutti leader le cose non si mettono bene. Figuriamoci nella musica, dove “leader” significa “star”: il rischio debordamento e collisione di ego e personalità artistiche è sempre a livello rosso. Se poi le personalità si chiamano John Paul Jones, Josh Homme e Dave Grohl, si salvi chi può. Infatti, l’album straborda. Come può strabordare un riassunto di quarant’anni di rock “roccioso”. Quarant’anni di hard rock, rock-blues, stoner, grunge, in un’ora di disco. Roba da far svenire dalla goduria gli appassionati, spettatori di una partita all’ultimo assolo giocata a botte di distorsioni, rallentamenti psichedelici (Interlude With Ludes, che sembra venire dai Beatles più acidificati), accelerazioni psycho-blues (Warsaw Or The First Breath You Take After You Give Up), cavalcate stoner (Elephant) e potenziali singoloni al limite del coatto (Mind Eraser, No Chaser). Esagerato, sporco e rumoroso al cubo, com’è giusto e prevedibile che sia il superalbum di tre superesponenti delle correnti rock tra le più esagerate, sporche e rumorose.
dom, 29 nov 2009
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