Wild Nights, Quiet Dreams

Hollowblue

Wild Nights, Quiet Dreams

aCupintheGarden

Voto: 4/5

 

Più che un viaggio lynchiano, come suggeriscono le note discografiche, il terzo lavoro in studio degli Hollowblue dà limpressione di essere sì un film, ma a metà tra il noir e il western. Lambientazione oscura e talvolta desertica, polverosa, si distende lungo gli undici episodi della scaletta e avvolge la sobria voce di Gianluca Maria Sorace, protagonista maschile dellopera insieme a una dozzina di personaggi (strumentali) capaci di riprodurre un paesaggio sonoro denso e tridimensionale in cui le notti selvagge si disperdono tramutandosi in placidi sogni. I've Got The Key To Change The World, che parrebbe un brano di Nick Cave, riunisce idealmente tutti gli umori di un album eclettico laddove sconfina nei generi che ne hanno influenzato la tessitura e allo stesso tempo compatto e solido. Certo è che Wild Nights, Quiet Dreams non è un disco da fruire di sfuggita o in sottofondo, troppi dettagli scapperebbero a un orecchio disattento, troppe sfumature andrebbero perse. Solo mettendo a fuoco ogni singola traccia, o scena, si ottiene un piano sequenza in cui ogni attore (compreso il cameo di Sukie Smith, in arte Madam) si offre alla macchina da presa nel suo ruolo migliore. Da vedere e ascoltare in cinemascope.

 

mar, 17 nov 2009 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

Tag: Hollowblue  Album  Alternative

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