Teatro Tendastrisce - Roma

Yes

Teatro Tendastrisce - Roma

4 novembre 2009

Voto: 5/5

Proibito assistere al concerto in posizione eretta, quando è di scena "l'orchestra Yes". Ma come in occasione dell’ultima tappa capitolina del quintetto di Birmingham – nel 2003 – la gioia fatta di crome e biscrome è così coinvolgente da far schiodare subito tutti dalle sedie. Era il novembre 1969 quando gli Yes diedero alle stampe il primo album, e 40 anni dopo sono ancora in viaggio con In The Present Tour. Oggi la band originale è al completo per soli 3/5: Jon Anderson è stato rimpiazzato dal componente di una tribute band degli Yes – una favola che ricorda il film Rock Star – mentre il tentacolare tastierista Rick Wakeman è stato sotituito dal figlio Oliver, e vai con il nepotismo in musica. Ma la vocazione da famiglia allargata tipica degli Yes (ben 17 i membri avvicendatisi nel tempo) rende il tutto coerente. Benoît David è uno sconcertante clone vocale di Anderson, e alcuni cali di voce sono perdonabili; Oliver ha studiato bene le lezioni di papà “octopus”, mentre mister Howe (nella foto), Squire e White sono in forma come non mai. Un repertorio di classici in cui manca all’appello Close To The Edge, compensata da alcune chicche: Astral Traveller, brano antichissimo, e due estratti da DramaTempus Fugit e Machine Messiah — album del 1980 colpevolmente dimenticato, ma degno di rivalutazione. A fine serata, dopo l’unico bis Yours Is No Disgrace, è commovente scovare tra il pubblico qualche espressione di delusione per le “sole” due ore e trenta di spettacolo. È proprio vero: tempus fugit con l’arte degli Yes.

gio, 5 nov 2009 - articolo di Luca Cacciatore

Tag: Art Rock  Live  Yes  Progressive

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