Carmen Consoli
Elettra
Universal

Le ossessioni di Carmen Consoli ci sono tutte: la Sicilia sempre più enfatizzata e a tratti bozzettistica, le montagne russe delle linee melodiche vocali, i testi verbosi e barocchi. Ma ora la cantante siciliana – per carità, non devastatela col soprannome “cantantessa”! – non è più Mediamente isterica e riesce a contenere l’irruenza un po’ naïf. Anzi, trasforma quelle ossessioni in strumenti di seduzione, gocce di profumo indossate con malcelata malizia. Con Elettra prosegue il percorso iniziato su Eva contro Eva. Eppure il disco precedente peccava di una sovrabbondanza di intenzioni e risultava affascinante ma sovraesposto. Nessuna rivoluzione, quindi. Semplicemente la ricerca della solita canzone (altra ossessione della Consoli), ma ora definitivamente messa a fuoco. Dieci pezzi che trasudano un’atmosfera rétro, gonfi di una saudade che perde la rotta per il Brasile e si adagia in Sicilia, di ancestrali echi mediterranei, di grande canzone italiana con colori pastello anni Sessanta e incredibili aperture orchestrali. Perturbazione atlantica potrebbe essere nelle corde di Ornella Vanoni, Mio zio è tessuta con trama rock e ordito etnicheggiante, ‘A finestra è una cavalcata patchanka in siciliano, Col nome giusto un gioiello di malinconia dolceamara. Un album compatto che pone la Consoli accanto a Capossela e al cantautorato più raffinato. Un disco pensato, ispirato e profondissimo. Il suo Creuza De Mä.
lun, 2 nov 2009
- articolo di Mauro Petruzziello
Tag: Carmen Consoli Cd Songwriting
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