Kenny Ortega
This Is It

La vita dopo la morte è un business molto redditizio. Soprattutto quando le tragiche e repentine dipartite interessano celebrità planetarie e icone della popular culture. Un nome a caso? Michael Jackson. Mentre il mondo versa ancora fiumi di lacrime per la scomparsa del Re del Pop, nei cinema arriva la prima “gemma” estratta da un cilindro che promette innumerevoli e strabilianti sorprese, This Is It, documentario diretto dal regista-coreografo Kenny Ortega. Per metà collage delle prove dello show di 50 date alla O2 Arena di Londra e per metà raccolta di sentite dichiarazioni di collaboratori e amici, il film è “la storia di un maestro nel suo mestiere”, la testimonianza emozionale ed emozionante di un talento sempre intatto, poco somigliante al ritratto della star consumata dal successo e pateticamente adagiata sul viale del tramonto fatto dai media. Un lungo videoclip, essenziale e spesso ripetitivo, che rimarrà nelle sale per sole due settimane come una sorta di “saluto ufficiale”. Tra la costruzione delle coreografie di Beat It, Thriller e Black Or White, le mille idee per Wanna Be Startin' Somethin', la convergenza di tecnologie di Smooth Criminal, Jackson si rivela il magnetico entertainer che tutti conoscono e l'artista che cerca di regalare ai suoi fan qualcosa di spettacolare. Non che avessimo bisogno di ulteriori prove. Ma, si sa, business is business...
gio, 29 ott 2009
- articolo di Daniela Liucci
Tag: Movies Michael Jackson
Commenti
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theriflex29 ottobre 2009, 12:35Inevitabile e normalissimo che la macchina del business si muova potentemente sul caso Michael Jackson. Finché saranno ristampe o documentari come questo va anche bene. Speriamo però di evitare un effetto Padre Pio...
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solelory29 ottobre 2009, 17:15Beh proprio pio non era..... :o)!
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