The xx
xx
Young Turks

Suonano come i Codeine. No, come i Portishead. Forse, ma anche come uno strano incrocio fra Mazzy Star e Young Marble Giants. E, perché no, Slowdive. In più, in alcuni passaggi, la voce di Romy Madley Croft ricorda il fraseggio di Tracey Thorn degli Everything But The Girl. Un universo sonoro che, data la diversità delle citazioni, è tutto e il contrario di tutto. Il pregio del debutto di questa band di giovanissimi – tutti compagni alla Elliot Scholl di Putney, zona del sud-ovest di Londra – sta proprio nell’impossibilità di venire a capo di un’ipotetica geografia di influenze. Il loro orizzonte è personale e ogni accostamento rischia di essere limitativo o riduttivo. xx è un album compattissimo, costruito attorno a un minimalismo a base di beat, basso e chitarre. Dodici tracce che rimangono sempre sopite, senza particolari accelerazioni e alzate di testa, ma frutto di un processo di sedimentazione e fossilizzazione del suono. Basta questo per parlare di futuro della musica? (NME ha inserito la band al sesto posto della lista dei cinquanta innovatori che stanno spostando in avanti i confini della musica) Troppo presto per dirlo. Ottimo per chi deve necessariamente stare sul gruppo del momento. Interessante per chi cerca una possibile via di fuga alle band clone di Arctic Monkeys e Babyshambles.
lun, 19 ott 2009
- articolo di Mauro Petruzziello
Commenti
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solelory19 ottobre 2009, 18:01Bello questo pezzo....mi piace molto il fatto di leggere la recensione e poter vedere il video!
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