Editors
In This Light And On This Evening
Columbia

Le voci dicono: “album del cambiamento, svolta elettronica”. Ah bene, allora è facile. Infatti, al primo ascolto il pregiudizio è corroborato: “dai Joy Division ai New Order”, fine della recensione e avanti il prossimo. Però… un secondo ascolto ovviamente non si nega a nessuno, men che meno a uno dei migliori gruppi in circolazione, e quindi andiamo un po’ più a fondo. Gli Editors hanno scoperto l’elettronica, dicevamo. E l’hanno fatta incontrare con la loro musica, in un modo così naturale che quasi non ci si accorge della sua presenza. Rettifica alla prima impressione, quindi: questo non è un album alla New Order. Semmai, è ancora un album alla Joy Division, ma come l’avrebbero fatto se Ian Curtis fosse vissuto abbastanza da scoprire l’elettronica. È un disco in bianco e nero, con molti episodi di un dark che rasenta il funereo, a partire dalla prima In This Light And On This Evening, con il suo bordone di synth e la ritmica lenta e cadenzata. Anche The Boxer quanto a cupezza non ha niente da invidiare ai momenti più grigi dei grigi primi anni ‘80, mentre in Papillon e Eat Raw Meat = Blood Drool si intravedono sprazzi delle prime timide unioni fra rock e dance. Anche con l’elettronica, in sostanza, gli Editors restano quelli che non fanno niente di nuovo, ma accidenti se lo fanno bene.
Il video del primo singolo, Papillon
ven, 16 ott 2009
- articolo di Letizia Bognanni
Tag: Cd Rock Elettronica Editors
Commenti
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bamboo14 novembre 2009, 12:30I versi della title track di questo disco sono pazzescamente decadenti. Quasi m i commuove quando con quel vocione alla Ian Curtis, così virile, Tom Smith si lascia andare a un fragile: "Giuro su Dio che oggi, con questa luce, Londra diventa il posto più bello che ho visto".
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