Y.

Bebe

Y.

Emi

Voto: 4/5

Cinque anni dopo il successo planetario di Malo, tormentone del 2004 che a dispetto del motivetto leggero denunciava la violenza domestica sulle donne, Bebe (al secolo María Nieves Rebolledo Vila) è rientrata in scena. La cantante di Extremadura ha rimesso insieme la band che l’aveva accompagnata nella lavorazione dell’opera prima e ha affidato le sue canzoni allo stesso produttore di Pafuera Telarañas, Carlos Jean, per dare vita a Y., un disco di poesie in cui sembra raccontarsi apertamente. Fra le righe si leggono il dolore, la disillusione, la perdita, la voglia di tornare dopo essersene andata per stare sola; sopra le righe c’è la musica che ora assume le sembianze di una danza gitana, ora di un rap spagnolo, ora sembra rubare le corde della chitarra di Manu Chao per "lasciarsi portare dal vento". Tra gli episodi più ispirati di un album intimista ma non privo di momenti di leggerezza ne segnaliamo tre: il singolo Me fui di stupefacente bellezza in salsa flamenco (agrodolce), la ridente e ritmata marcia di Escuece e Pa mi casa, frizzante brano che intreccia lo swing e il jazz gitano. A chiudere la scaletta è Uh, Uh, Uh, Uh, Uh in cui l’“estrema” e “dura” Bebe canta di relazioni triangolari con trasporto e trasparente ironia.

mar, 25 ago 2009 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

Tag: Cd  Pop  World

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