Marta Sui Tubi
Italia Wave - Livorno
17 luglio 2009

Tanta adrenalina da far “svenire” lo schermo di tela che incornicia il palco, un episodio curioso poi clamorosamente ingigantito da un giornale locale come qualcosa che avrebbe potuto causare numerosi feriti tra il pubblico. È l’adrenalina di una prima volta che non si scorda mai: dalla viva voce dello stesso Giovanni Gulino, il pubblico viene a scoprire che sta assistendo alla prima in uno stadio per i siciliani Marta sui Tubi. Un pubblico non numeroso, con la mente già proiettata al concerto a seguire (i Placebo), ma davanti al quale la band tira dritto, esplosiva come dinamite, travolgente come uno tsunami. Il preambolo dei presentatori del Festival, Federica Gentile e Mixo, racchiude il coro unanime della critica: i Marta sui Tubi sono una delle migliori live band italiane in circolazione. L’energia che trasuda dalle note del quintetto – tutte rigorosamente live, senza sovraincisioni fantasma di sorta — è quasi visibile, palpabile. Gulino non canta, grida come se accumulasse sangue nelle corde vocali, e Carmelo Pipitone più che arpeggiare strappa e mortifica le corde della sua chitarra. I Marta giocano e scherzano tra ripide e vertiginose scale musicali, dando spazio a teatralità e slogan infervorati. “Perché non esportiamo lo Stato Vaticano in Germania? Sono duemila anni che ce lo dobbiamo sorbire noi!”, grida un Gulino in vena di comizi elettorali. Possiamo dire con orgoglio che il più bel concerto di Italia Wave 2009 è proprio targato Italia: forse era questa la vera notizia che avrebbero dovuto riportare i colleghi del giornale locale.
photo credit PhotoWave
ven, 24 lug 2009
- articolo di Luca Cacciatore
Tag: Marta Sui Tubi Live Rock
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