The Ecstatic

Mos Def

The Ecstatic

Downtown Records

Voto: 4/5

“Io, da parte mia, mi alleo con chiunque — non importa il colore della pelle — abbia intenzione di cambiare questa condizione di miseria esistente sulla terra”. La filosofia politica dell'ultimo Malcolm X, così come il “possibilismo” di Barack Obama, come molla che, spingendo dal basso, provochi quello scossone che faccia riprendere il mondo a girare nel verso giusto. È questa la missione dell'agente speciale Mos Def, globetrotter alla ricerca di venti di cambiamento, in uno scenario che assomiglia quasi a un romanzo di Graham Greene riscritto da Elmore Leonard. Il suo nome in codice è The Ecstatic. Rime affilate, “colte” e schierate, scoccate da un calderone di beat speziati e decisi, la sua arma preferita. L'hip hop fa da trait d'union in un collage sonoro che, di volta in volta, accoglie pezzi di India psichedelica (Embassy), di Medio Oriente ipnotico (Auditorium), dell'algida Europa dei club (Life in Marvelous Times), del caldo ritmo samba-funk del Sud America (Casa Bey) per poi ritornare alla base, nei sobborghi di metropoli abbandonate a se stesse (History, con l'omaggio a J Dilla). Mos Def rappa e canta con la sua tipica cadenza biascicante e con oscillante intonazione, con l'impegno e la disinvoltura di un eclettico uomo del rinascimento, divertendosi e divertendo. E cancellando, in un sol colpo, tutto il vuoto apparente seguito a Black on Both Sides.

mar, 14 lug 2009 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Cd  Hip-hop  Mos Def

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