West Rider Pauper Lunatic Asylum

Kasabian

West Rider Pauper Lunatic Asylum

Sony Bmg

Voto: 3/5

 

Giunti al traguardo del terzo album, i Kasabian restano fedeli allo stile che tanti consensi aveva portato ai precedenti lavori (il primo, soprattutto), e rifanno ancora gli anni Novanta, quando gli anni Novanta rifacevano gli anni Sessanta, ma con i potenti mezzi degli anni Duemila. E quindi, con l’avveniristico contributo del produttore Dan The Automator (quello dei Gorillaz), i capelluti Meighan e Pizzorno mettono in fila dodici nuovi pezzi di paradigmatico brit-rock acido e danzereccio, forniti di regolamentari riff a orologeria (l’inizio, con Underdog, non potrebbe essere più “acchiappante”) e ritornelli a prova di memoria corta (quello di Where Did All The Love Go?, per esempio, lo senti la prima volta e non lo dimentichi nemmeno con l’elettroshock). Dagli anni Sessanta e Settanta arrivano le infiltrazioni orientali di Secret Alphabets, il blues di matrice Doors/Rolling Stone di Fire e una certa teatralità glam di fondo, particolarmente in West Ryder Silver Bullet. Per gli animi più romantici le soddisfazioni arrivano dalla ballata rétro Ladies And Gentlemen (Roll The Dice), nostalgica sin dal titolo, e dalla dolce, forse troppo, quasi smielata, Happiness, mentre gli integralisti del ribellismo si beeranno dell’inno alla vita rock’n’roll Fast Fuse. I fratelli Gallagher, maestri e mentori, approverebbero.

gio, 2 lug 2009 - articolo di Letizia Bognanni

Tag: Cd  Rock  Kasabian

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