Erykah Badu
New Amerykah Part One (4th World War)
Motown/Universal

Le presidenziali Usa potrebbero avere una nuova candidata, afroamericana e donna. La sua campagna elettorale consiste nel demolire le contraddizioni e la sua soluzione ai mali della patria è l’hip-hop, “più grande di una religione e più grande del governo”. È Erykah Badu, che superato un blocco creativo durato cinque anni, torna con il primo capitolo di quella che si annuncia un’opera a più parti. La Nuova America, in piena quarta guerra mondiale, sa di ghetto, di Blaxploitation, di Curtis Mayfield e Marvin Gaye, dell’insegnamento di Angela Davis e Malcolm X, di Funkadelic e Roots, delle convinzioni di una donna che non molla. È un continente disseminato di contraddizioni sociali, di anime vendute in nome del sogno della terra promessa (Amerykahn Promise), di brutture che rendono difficile allevare i propri figli (Soldier), di apatia che toglie il brivido della militanza (That Hump) e di inattese confessioni personali (Me). Tutto è funk, del tipo più puro e contagioso, a coniugare l’hip-hop e il soul. Sostenuta da una schiera di produttori come ?uestlove, Madlib, 9th Wonder, Mike "Chav" Chavarria e il compianto J Dilla, Erykah rinasce, confonde e affonda. Allora perché una bonus track morbidamente R’n’B come Honey? Forse per ricordare che non c’è più di un Baduizm, o forse che ce ne sarà un altro. Ma a chi importa?
ven, 7 mar 2008
- articolo di Daniela Liucci
Tag: Album Erykah Badu Cd Hip-hop
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