Pink Mountaintops
Outside Love
Jagjaguwar

Che suono potrebbe avere uno dei tanti, zuccherosi romanzi à la Danielle Steel? La ragione spingerebbe a pensare alle carezzevoli “pene d’amor perduto” in salsa pop di una Celine Dion. L’istinto, invece, si spinge ben oltre. Come dimostra Stephen McBean, già frontman dei Black Mountain, che sperimenta, sotto il nome di Pink Mountaintops, un accostamento tanto rischioso quanto affascinante: frasi melliflue da involucro di cioccolatini avvolte da nebbia indie rock rétro, ronzante e monotona, crepuscolare e apatica, illuminata da sottili bagliori psichedelici, che spazia da Neil Young ai Velvet Underground. Lo scopo? Scavare nell’animo umano, riportando in superficie inevitabili tormenti sepolti sotto strati di melassa. Grazie alla collaborazioni di amici di vecchia data, da Sophie Trudeau a Jesse Sykes, Ashley Webber e Phil Wandscher, fino ai suoi Black Mountain, McBean costruisce un lavoro sospeso tra buio e luce, letargia ed energia, che si nutre di lievi contrasti, come gli accenti vagamente glam di Axis: Thrones Of Love, le variazioni acid-folk di Vampire, gli sconfinamenti country di And I Thank You, le piccole scintille dance di The Gayest Of Sunbeams e la serafica, corale tradizione di Closer To Heaven. Ironia, sensibilità, solarità e un pizzico di indolente depressione fanno del rosa il nuovo nero!
ven, 22 mag 2009
- articolo di Daniela Liucci
Tag: Rock Cd Songwriting
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