White Lies For Dark Times

Ben Harper

White Lies For Dark Times

Virgin

Voto: 3/5

Ben Harper è, per sua stessa ammissione, un “momentista”. Vive ancorato al presente e con lo sguardo rivolto al futuro. Il passato, pur non rinnegandolo, per lui è passato. Soprattutto artisticamente. Lo dimostra un nuovo album che segna l’inizio della sua vita da frontman di una rock band, la “sua” rock band, i Relentless7 (Jason Mozersky alle chitarre, Jesse Ingalls al basso e Jordan Richardson alla batteria). Via le meditazioni acoustic-soul, via le concessioni al sound commerciale degli ultimi anni e spazio al rock-blues, elettrico, travolgente, abrasivo, umorale, carico di luce, tenebre, rabbia, estasi, energia, gioia e disperazione. White Lies For Dark Times è coeso e intenso, anche se non originalissimo, carico dell’amore incondizionato per Hendrix, Led Zeppelin, Pink Floyd e Prince. Why Must You Always Dress In Black, Number With No Name e Lay There And Hate Me, fanno del rock-blues rauco e aggressivo un’infuocata dichiarazione d’intenti. Up To You Now è puro hard rock che evoca i primi Pearl Jam, Fly One Time omaggia l’epic-rock degli U2, Boots Like These ha un cuore funky-soul avvolto da un maestoso tappeto percussive. Poi arriva la dolcezza delle tipiche ballad harperiane (Skin Thin, Faithfully Remain e la toccante The Word Suicide) e quella vocazione soul che non riesce a scomparire. Perché spesso il passato trova sempre un modo, inconsapevole, di intrufolarsi nel presente. Si chiama eredità. E ce n’è ancora troppa per scomparire dietro una band.

lun, 27 apr 2009 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Ben Harper

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