Yeah Yeah Yeahs
It's Blitz
Interscope

Se c’è una cosa che non si può non amare degli Yeah Yeah Yeahs — almeno se non si è talmente snob da non provare nemmeno un minimo di attrazione per la Grande Mela e tutti i suoi annessi e connessi cultural-musicali — è proprio la “newyorkesità”. Tutto in loro, dal tiro punk all’uso delle ritmiche disco, dalla voce da bambina cattiva al look, evoca scale antincendio, gallerie d’arte underground, appartamenti con una parete in mattoni, Factory e CBGB. In questo senso il singolo — nonché prima traccia dell’album — Zero, è inattaccabile: pop-punk all’ennesima potenza, con Karen O che si candida ufficialmente a ruolo di Debbie Harry del nuovo millennio. Peccato che il resto dell’album non riesca a tenere il passo con la brillante apertura. A parte un paio di tracce notevoli (Dull Life, in cui ritorna prepotente il garage che tanto ci piaceva, e Runaway, decisamente il momento migliore, una ballad anomala piena di cambi di atmosfera), l’insieme si perde in un’indecisione di fondo che potrebbe far ricredere i tanti che avevano già gridato al fenomeno dopo i primi due album. C’è solo da sperare che si tratti di una defaillance momentanea, perché abbiamo tutti voglia di tornare a New York di tanto in tanto, se non prendendo l’aereo almeno ascoltando un cd.
mar, 21 apr 2009
- articolo di Letizia Bognanni
Tag: Yeah Yeah Yeahs Cd
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