U2
No Line On The Horizon
Universal

Quando uno va per i cinquanta e sulla carta d'identità ha scritto "Rockstar" ha due possibilità: una è cedere alla crisi di mezza età, vestirsi da turista di Miami e cantare canzoni come Get On Your Boots. Abbiamo tutti avuto paura che la gloriosa carriera degli U2 finisse così, con un "Sexy Boots Yeah". Gente di poca fede. Il singolo (scelto da chi? Perché?) è l'episodio più tristo — insieme all'inutile I'll Go Crazy If I Don't Go Crazy Tonight — di un album che invece dimostra chiaramente come gli U2 abbiano scelto l'altra possibilità: invecchiare con classe. Con un occhio al glorioso passato di cui sopra, evocato nell'intro stile Achtung Baby di Magnificent, nelle rarefazioni alla Unforgettable Fire di Unknown Caller e nell'on the road di White As Snow, genere Rattle and Hum . Con le incrinature della voce e dello spirito non occultate, anzi messe a nudo un po' ovunque ma soprattutto nel capolavoro del disco, i sette minuti e mezzo di sfiancante intensità di Moment Of Surrender, una With Or Without You dilatata allo spasimo, uno spiritual teso verso un climax che non arriva mai. E con la voglia comunque di strade nuove. Per esempio quelle che, dopo l'America e la Mitteleuropa, li hanno condotti fino al Mediterraneo di Fez-Being Born e di Cedars of Lebanon. E che non vediamo l'ora li conducano dalle nostre parti, per ammirarli live a scuotere i capelli che non hanno sul funkeggiante hard rock di Stand Up Comedy: parecchio tamarro, ma all'urlo di Bono "Come on you people, stand up for your love!" bisogna alzarsi per forza.
gio, 5 mar 2009
- articolo di Letizia Bognanni
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