Antony And The Johnsons
The Crying Light
Rough Trade

"Adesso io piango per l'alba e per il sole", canta Antony in Daylight And The Sun, uno dei brani più intensi di The Crying Light. In queste dieci parole, il senso del disco. Perché la straordinaria voce del cantante inglese, ora trapiantato negli USA, si situa in quell'interspazio fra il lamento e la melodia, cristallizzando in canto un pathos altrimenti insostenibile. Ecco, se nel precedente I'm A Bird Now il pianto era generato da una questione squisitamente privata — il tentativo di libertà di un'anima femminile imprigionata in un corpo maschile -, nel nuovo lavoro nasce dalla presa di coscienza del fortissimo bisogno di ritorno a una natura troppo spesso offesa. Quindi raccoglie un grido di dolore universale. E il pianto del disco precedente, nel nuovo si trasforma in compianto. Certo, manca l'effetto sorpresa di I'm A Bird Now e anche la sua dolorosa immediatezza. Ma l'iniziale Her Eyes Are Underneath The Ground scioglie coraggiosamente in una melodia sublime il divieto di affrontare il tabù della morte (tema che ritorna spesso nell'album), Kiss My Name sta ad un passo dal cabaret dei Dresden Dolls, la minimale Another World (già uscita quest'autunno su Ep) è un'incredibile preghiera laica e la conclusiva Everglade suona come una perfetta riconciliazione.
mar, 3 feb 2009
- articolo di Mauro Petruzziello
Tag: Antony And The Johnsons Cd
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