Mannarino vince il Premio Amnesty Italia 2015

Scendi giù del cantautore Mannarino è il brano vincitore della tredicesima edizione del Premio Amnesty International Italia, dedicato ai migliori brani sul tema dei diritti umani editi nel 2014. Il PAI nasce per iniziativa di Amnesty International Italia e dell’associazione culturale Voci per la Libertà già nel 2003. 

 

La premiazione avrà luogo sul palco di Rosolina Mare (Rovigo) domenica 19 luglio, nel corso della serata finale della XVIII edizione di Voci per la Libertà — Una Canzone per Amnesty, festival che inizierà il 16 luglio e proporrà anche il concorso dedicato agli emergenti, il cui bando rimane aperto fino al 15 maggio insieme a quello per il migliore cortometraggio 3 minuti per 30 articoli (tutte le info su: www.vociperlaliberta.it).

 

Alessandro Mannarino ha immediatamente commentato la notizia del premio:

“Sono davvero onorato che Scendi giù abbia ricevuto questo riconoscimento. Tra le mie canzoni è una di quelle a cui tengo di più. Negli ultimi anni abbiamo assistito a molti episodi orribili di uccisioni, torture e violenze commesse da fantasmi in divisa, abbiamo ascoltato sentenze di assoluzione più violente delle botte stesse. A volte mi sono ritrovato a pensare allo Stato come a un padrone che ha paura del suo cane da guardia. Le sentenze sui fatti di Genova del 2001 e le morti di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi mi hanno spinto a cercare una giustizia non terrena, inutile, eterea, ma implacabile: la giustizia del pensiero, della fantasia, dell'arte.

Nella canzone il detenuto ucciso a botte dai secondini diventa un fantasma che porta avanti la sua vendetta, una vendetta naïf, una vendetta impossibile, solamente sognata. Ma per me, poterla sognare, è stato come poggiare bende intrise di unguento su ferite profonde, come dire 'possiamo sognarlo, possiamo cantarlo, possiamo uccidervi senza torcervi un capello, con il nostro sorriso e la nostra fantasia'.

Puoi fermare un corpo, puoi smembrare un movimento, ma i pensieri volano liberi, attraversano i muri e le sbarre. Quelli, i pensieri, non li puoi carcerare, non li puoi picchiare, non li puoi uccidere”.

ven, 24 apr 2015

Commenti

Nessun commento.

I commenti sono chiusi.

Segnala a un amico via email