Kim Wilde – Wilde Winter Songbook (Universal)

“Sentimentale? Beh, nel periodo natalizio forse posso anche essere perdonata”. Ma perché chiedere venia per un peccatuccio tipico di artisti con un passato più o meno di rilievo, in fase di reinvenzione e riproposizione? Nel caso di Kim Wilde, poi, l'assoluzione è definitivamente garantita, senza alcuna penitenza accessoria, per il solo fatto di aver trascinato in questo suo ritorno festivo, vecchie conoscenze.

 

Come il vocione profondo e cristallino di Rick Astley, mai replicato dall'esercito di cloni che lo ha rapito decenni or sono. E soprattutto per aver tentato, sotto cumuli di vischio, tempeste di fiocchi di neve e punch caldi che danno una sferzata di vitalità alle corde vocali affaticate, una svolta indie-pop scegliendo cover moderatamente contemporanee e hip, da Winter Song di Sara Bareilles alla più nota White Winter Hymnal dei Fleet Foxes. Per convertire tutti, ma proprio tutti.

 

Da regalare a: predatori di arche perdute, nostalgici di tutto ciò che fa Ottanta, possessori di scheletri nell'armadio. 

ven, 20 dic 2013 - articolo di Daniela Liucci

Tag: Il Natale camp

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