Doppio colpo dei Tiromancino


Un continuo gioco di depistaggio. Così spiazzante da sembrare organizzato, ma in realtà spontaneo. Negli anni 90, gavetta dura: i Tiromancino sono la band delleterna promessa, impegnata a celebrare il matrimonio fra sperimentazione e pop. Poi il successo. Un pugno di dischi che, pur non rinunciando al piglio sperimentale, si impongono allattenzione mediatica entrando nelle chart del cuore di molte persone. Una storia fatta anche di momenti poco felici: lo scioglimento del gruppo e il nome nelle mani del solo Federico Zampaglione. Oggi il linguaggio dei o dovremmo dire del? Tiromancino si fa più complesso e abbraccia anche il cinema: un film, Nero bifamiliare, per la regia di Zampaglione, e un disco, Lalba di domani, che è colonna sonora, ma anche lavoro autonomo, in virtù di una serie di pezzi il cui suono è diventato un meraviglioso marchio di fabbrica.

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Federico, iniziamo parlando dellalbum.

Va contro le regole della discografia: contiene stili diversi, pezzi strumentali, canzoni non cantate da me. Ho suonato tutti gli strumenti, se si escludono le parti di batteria, affidate a Piero Monterisi, e il pezzo Non per leternità, interamente suonato da mio fratello Francesco. Ho nuovamente tirato fuori la chitarra. Daltronde nasco come chitarrista. Quando lo riascolto, provo un grande piacere per il senso di libertà che sprigiona. E poi, hai sentito come canta Claudia Gerini? (la compagna di Zampaglione che ha scritto il testo e cantato Niña De Luna e presta la sua voce al ritornello di Kill The Pain, ndr)

 

Certo!

Un fenomeno!

 

Nel disco cè un pezzo di Califano. Avevi già preso in prestito la sua Un tempo piccolo...

Sì, Roma nuda, rielaborata in versione un po gipsy. Un pezzo tipicamente romano che ho snaturato: nel film è suonato da unorchestrina di polacchi. Ho voluto dargli il profumo di una certa musica dellEst.

 

Ti sei candidato a diventare lerede di Califano!

Ma lui è il maestro! Gli voglio molto bene e penso che sia un grandissimo artista. Anzi, un poeta. Si nasconde dietro quellimmagine da assatanato di sesso. Ma in realtà è molto romantico: ci sono alcune sue canzoni che raggiungono vette di poesia che non ci si aspetterebbe mai da una persona che dice di aver fatto sesso con millecinquecento donne.

 

Intanto continua il sodalizio con tuo padre Domenico, già iniziato sul precedente album Illusioni parallele.

Non abbiamo mai interpretato in maniera classica il rapporto padre-figlio. Ci confrontiamo in modo paritario, da amici. La nostra collaborazione sta diventando sempre più solida. È un buon musicista. Ogni tanto lo prendo in giro dicendogli che sarà il nuovo Compay Segundo e che avrà successo in tarda età!

 

Hai ricominciato a lavorare anche con tuo fratello Francesco.

Il rapporto tra fratelli è più conflittuale rispetto a quello di un figlio con i genitori. Si sente di più la diversità di opinioni. È giusto che ogni tanto ci si lasci in pace e che ognuno segua la propria strada. Abbiamo lavorato a lungo insieme, poi cè stato un momento in cui è stato meglio fare esperienze separatamente. Ora stiamo ricominciando a suonare insieme, col piacere di vedersi cresciuti e un po più saggi.

 

Nel disco cè un pezzo molto duro, Stop Making Numbers. È un attacco alla tua casa discografica?

Non lo è. Ma credo che in questi anni un artista si possa sentire frustrato dal fatto che il 90% del suo lavoro finisca nelle tasche di altri. È fastidioso perché in un disco non metti solo i tuoi suoni e le tue parole, ma anche la tua vita. Questo è il primo album che produco io e che la Emi distribuisce.

 

Un album ma anche un film, tutto insieme.

È stato faticosissimo. Volevo che tutto fosse di altissimo livello. In cambio ho dovuto dare un pezzo di vita. Mi capitava di stare a cena con degli amici e sembrare un pazzo, con gli occhi persi nel vuoto, rimuginando su quello che stavo facendo. La quantità di informazioni da gestire, sia come regista che come musicista, mi ha assorbito totalmente. Ma sono soddisfattissimo. Lo rifarei, anche se in alcuni momenti mi è sembrato di essere sopraffatto dalla mole di lavoro.

 

Quale è stato linput per il film?

La voglia di avere uno spazio maggiore dei tre minuti del videoclip, linguaggio che ho già usato anche come regista. Quando realizzi un video, costruisci un ambiente e unatmosfera e nel giro di due giorni devi smantellare tutto. Rimanevo sempre a bocca asciutta, con la voglia di continuare a stare sul set. Ho assecondato questesigenza. La metafora del cattivo vicinato, su cui Nero bifamiliare è costruito, ha consentito a me e Rudolph Gentile, entrambi produttori e sceneggiatori del film, di allargarci a parlare del mondo, della costruzione di muri da cui ci si guarda con sospetto.

 

Ti sei ispirato allimmaginario di Pedro Almodóvar e di Alex De La Iglesia.

Non solo. Puoi trovare anche echi di David Lynch e Mario Monicelli. Questultimo per me è un padre spirituale. Quando abbiamo proiettato il film a Los Angeles, lui era con me.

 

I suoi commenti?

Gli è piaciuto molto. Non gli è sembrata una commedia, ma un noir beffardo. Alcuni hanno trovato questo mio debutto cinematografico irriverente e azzardato. Ad altri è sembrato pungente ed emozionante. Mi diverte notare questa differenza di opinioni.

 

Che cosa ti dà il cinema che non ti dà la musica, e viceversa?

La musica mi dà suoni e il cinema immagini. Insieme possono rappresentare interamente quello che mi passa per la testa.

 

E se si paragonasse la tua scelta di fare cinema con quella di Ligabue?

Siamo andati nella stessa direzione. Avevamo entrambi lesigenza di raccontare una storia che difficilmente sarebbe potuta entrare in una canzone. Quando abbiamo fatto un concerto insieme a San Siro, mi ha dato dei consigli. Mi ha suggerito di leggere un libro, molto bello, intitolato Tutto il cinema di Truffaut. Ligabue è una persona genuina. E poi il suo primo film, Radiofreccia, mi è piaciuto molto.

 

Comè stato lavorare con Claudia Gerini?

Avevamo paura che potesse esserci uneccessiva convivenza, ma è stato tutto molto armonioso. Entrambi eravamo concentrati sul progetto. Anzi, alla fine ci siamo visti anche di meno del solito, visto che di giorno ero totalmente preso dal set e la sera dallo studio di registrazione.

 

Cosa hai trovato sul set che non ti aspettavi di trovare?

Limpatto col tempo. Quando sei in studio, puoi anche buttare lorologio e inseguire un suono dimenticando se è giorno o notte. Sul set, invece, qualcuno una sorta di scimmia sulla spalla ti dice di tener sempre conto del tempo. Sotto tutti i profili: sia quello meteorologico, legato a una pioggia improvvisa, a un raggio di sole al momento sbagliato; sia dal punto di vista produttivo, visto che per una mezzora in più di lavoro a tutta la troupe bisogna pagare lo straordinario.

 

Ci sono dei film che ultimamamente ti hanno colpito?

Little Miss Sunshine. Un gioiellino. Ci si diverte ma si approfondiscono anche valori importanti. Recentemente ho visto 300, film bellissimo sotto il profilo visivo. La critica lha stroncato per quel pregiudizio secondo cui il cinema deve essere sempre di concetto.

 

di Mauro Petruzziello

 

CULT MOVIES

3 film da intenditore per Federico Zampaglione

 

ALEX DE LA IGLESIA

Crimen Perfecto Finché morte non li separi

Una commedia nera. Anzi, nerissima. Il commesso di un grande magazzino, con la complicità di una collega piuttosto bruttina, uccide il rivale al quale è stato dato un incarico più importante. La collega lo ricatta e lo costringe a fidanzarsi con lei e a licenziare le commesse strafighe. Un film dallaspetto dissacrante e pulp, tipico di molto cinema spagnolo.

 

CARMINE AMOROSO

Cover Boy: lultima rivoluzione

Delizioso, pieno di poesia, girato magistralmente. Non è ancora uscito ma credo che stiano tentando di fargli vedere la luce. Purtroppo non tutto quello che è bello, e che quindi ha valore, viene apprezzato nel nostro paese.

 

ROB ZOMBIE

La casa del diavolo

Rob è lex cantante dei White Zombie. E questo è un horror visionario che evita gli stereotipi del genere. Uno sceriffo bracca una famiglia di serial killer che gli ha ucciso il fratello. Uno strano gioco in cui si mischiano orrore, fumetto, grottesco. A sorpresa nella colonna sonora vengono usati dei pezzi blues che mai ci si aspetterebbe in un film del genere.

lun, 23 apr 2007

Tag: Tiromancino

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