Subsonica - Disfunzioni terrestri


Il recente Terrestre Tour dei Subsonica lascia sulla sua scia un doppio CD Terrestre live e varie altre disfunzioni, metà live e metà acustico e un DVD, Be Human - Cronache terrestri, Tour 2005. E la sorpresa maggiore viene proprio dalla riedizione acustica di una serie di successi dei Subsonica, con laggiunta di alcune cover. Le chitarre unplugged e il pianoforte diventano infatti i protagonisti delle canzoni di una band che ha fatto dellelettronica e del grande impatto live il suo biglietto da visita. Il tour: spetta anche al DVD testimoniare lattività subsonica in giro per lItalia, ma spaziando come un documentario nel mondo privato del gruppo, nei rapporti interpersonali e nei gustosi dietro le quinte. Un ricco progetto triplo per festeggiare i dieci anni di carriera, in attesa della nuova produzione in studio, ancora lontana da venire, che ci viene presentato dai suoi stessi protagonisti.

Cosè stato il Terrestre Tour?

(Samuel) Ogni nostro live rappresenta un passaggio tra quello che avviene in studio e ciò che succede sul palco. Questo ci ha sempre impegnato parecchio. Lavorare con le macchine, che ti obbligano e ti chiudono con il loro rigore tecnologico, è differente che suonare sul palco; così cè sempre bisogno di un elemento che trasformi le canzoni e le faccia stare in piedi anche in concerto. In questo passaggio i brani vengono stravolti negli arrangiamenti, mantenendo però inalterata la struttura, la forma poetica e lessenza. Sta diventando una specie di marchio di fabbrica e a ogni disco sentiamo lesigenza di raccontare questo passaggio, questa trasformazione.

 

Quindi a ogni disco farete seguire un live?

(Samuel) È probabile! In realtà non lo abbiamo fatto con tutti gli album, ma solo per Amorematico. Alla fine di ogni tour però ti rendi conto che le canzoni sono diventate altro, e hai voglia di farle ascoltare anche in questa veste. Per il nostro archivio noi filmiamo e registriamo tutto ciò che facciamo, quindi certo il materiale non manca.

(Max) I modi per documentare i concerti potrebbero essere diversi, non solo con dei CD. I brani dal vivo assumono una scala di valori differente rispetto a quella dello studio. Ce naccorgiamo dai feedback del pubblico: ci sono brani che dal palco assumono il significato di un singolo e, viceversa, brani che hanno catturato lattenzione nella versione di studio la perdono durante i concerti. Questo è un altro dei motivi per testimoniare i live.

 

Come vi ritrovate nella dimensione acustica?

(Boosta) Così come succede la trasformazione per il live ci sta che ci sia anche uno spostamento verso la dimensione acustica. Una cosa del genere ci appartiene, sono mutazioni cromosomiche del nostro patrimonio. I Subsonica fanno comunque dischi di canzoni e queste sono per eccellenza fatte di chitarra e voce. Riportarle allessenza, al nudo, è stato un buon esercizio anche per noi. Poi cè da dire che questo disco arriva dopo dieci anni di storia, il nostro bagaglio è tale per cui è anche piacevole fare delle parentesi del genere. Riconfrontarsi con brani vecchi e rileggerli in chiave acustica è stato veramente emozionante. In rare occasioni ci eravamo già proposti in questa maniera, come in occasione di Storytellers dove abbiamo dato sfogo in maniera corale allanima acustica, e per me riascoltare e scegliere nel nostro song book le canzoni più autorali e risuonarle acustiche è stata una delle tappe più belle di questi dieci anni.

(Max) In realtà il lavoro è stato molto complesso, anche se fatto in poco tempo e senza mai abbandonare luso delle macchine. Ad esempio per Boosta si è trattato di passare al piano acustico.Lo abbiamo registrato curando molto gli aspetti sonori, per poi trasferire il file della registrazione nel software di gestione per spacchettarlo, manipolarlo e tirarne fuori una soluzione molto elaborata, includendo gli scricchiolii, le corde toccate con le mani. Lo stesso è stato fatto per gli altri strumenti, fa parte del nostro approccio allelettronica e permette di trovarsi di fronte a un disco del 2006. Aggiungo anche che si tratta di un album ponte verso il prossimo che penso sarà ancora più tecnologico.

(Samuel) Mi torna in mente un pomeriggio di tanti anni fa, quando sono andato a casa di Max che mi aveva proposto di fare un gruppo insieme, e abbiamo passato ore con la chitarra acustica e la voce a fare una canzone che poi sarebbe diventata Preso Blu.

 

Come mai la scelta di Angeles, un brano di Elliott Smith?

(Samuel) Lho proposta io perché mi piace molto sia lautore che la canzone, e gli altri hanno accettato. Labbiamo fatta con molta tranquillità perché non dovevamo distruggere niente per ricreare, ma solo inventarci sopra qualcosa.

(Max) È il brano più acustico del lotto. Penso che la nostra versione esalti la dolcezza e il senso dinstabilità della canzone. Abbiamo accettato la scelta di Samuel proprio perché Smith rappresenta molto bene il mondo della musica acustica e questa canzone lo fa in modo particolare. E cè piaciuta anche perché non è tra le più conosciute della sua produzione.

 

E Coriandoli a Natale di Gigi Restagno?

(Samuel) È strano parlare di una canzone scritta da una persona che non cè più e che conoscevi. Ricordo ancora la prima volta che lho sentita: a Casasonica, i nostri studi, proprio mentre Gigi la registrava. Ero seduto sul divano e mi sono subito detto che mi sarebbe piaciuto cantarla, ma non era possibile perché era stata appena scritta da Restagno e da Luca Ragagnin, il nostro complice di parole, come mi piace definirlo. Anni dopo mi ritrovo a cantarla e parlarne, ed è tutto molto strano. Quello che mi colpì subito è il testo, ma soprattutto latmosfera e lo stile di canto, allopposto del mio. Mi ha intrigato lincontro tra due radici musicali così lontane tra loro, quella di Gigi e la mia, che questa canzone in qualche modo poteva unire.

(Max) Io e Gigi, che è morto nel gennaio del 97 (a soli 40 anni, ndr), abbiamo mosso insieme i primi passi. Lui ci ha sempre stimolati e spronati a proseguire come Subsonica, e ogni anno, in occasione di uninformale ricorrenza, veniamo regolarmente chiamati a suonare in sua memoria. Quindi è stato naturale inserire un suo ricordo nel disco, anche se mai avremmo pensato di farlo diventare un singolo.

 

Il DVD uscito in contemporanea al doppio CD è un lavoro atipico. Come mai questa scelta?

(Boosta) Il classico DVD live era uscito pochi anni fa, quindi era inutile ripetersi. Per questo abbiamo cercato un nuovo modo per fissare un momento particolare come il tour di Terrestre, che arrivava dopo due anni di riflessione, dopo un disco diverso e un live sempre forte e maturo. Cè stato anche un allargamento della famiglia e volevamo documentare questa storia; perciò è più un documento di come sono i Subsonica adesso, su comè successo questo cambiamento e cosa ha provocato. La musica, pur essendo presente, resta in secondo piano perché il DVD racconta i backstage, i camerini e la vita in comune di cinque teste diverse tra loro, e non solo per una questione di pettinature! È il racconto di cosa significa la vita del tour, del furgone, delle motivazioni e demotivazioni dello stare in giro, aspetti che possono anche essere istruttivi per chi vuole affrontare questo tipo di vita affascinante. Non a caso la regia è di Luca Pastore, che è un documentarista di Torino: infatti lo definiamo un rockumentario.

ven, 1 dic 2006

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