Le evoluzioni dei Phoenix


Un terzo album, Its Never Been Like That, molto più diretto. I Phoenix sono diventati semplicemente più rock rispetto al passato, quando atmosfere elettroniche e comunque molto elaborate la facevano da padrona. La band francese guidata dai due fratelli Mazzolai chiare le loro origini italiane ha fatto il salto, coraggioso e anche riuscito, per potersi definire ancora una volta alla ricerca di una propria identità. Abbiamo incontrato i due, Laurent, che è il maggiore, e Christian, per andare alla fonte delle nuove evoluzioni.

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Ci sono molti cambiamenti rispetto al passato: quali i più evidenti?

(Laurent) Siamo andati più diretti al cuore delle canzoni, più espressivi, più semplici. Non abbiamo voluto fare nientaltro che esprimere chiaramente i nostri sentimenti, il nostro modo di essere e dintendere la musica in questo momento.

(Christian) Abbiamo messo da parte tutto ciò che cera di complesso ed elaborato nei dischi precedenti preferendo la semplicità. Tutto è arrivato naturalmente, era unesigenza e labbiamo espressa in modo leale. Non cè calcolo, non ci siamo seduti a tavolino a pensare quale potesse essere la miglior mossa possibile per la nostra carriera.

 

Più chitarre e meno tastiere: è così?

(Laurent e Christian insieme) Sì!

(Laurent) La chitarra è più divertente da suonare. Il fatto è che siamo entrati in studio subito dopo aver finito un tour lunghissimo e così questo album risente di quellenergia, di quellimpostazione live dove le chitarre hanno un ruolo più importante.

 

Lalbum dunque è figlio del live?

(Laurent) Sì, anche se non abbiamo scritto durante il tour. Abbiamo però iniziato a lavorarci sullonda dellenergia di quellesperienza. Abbiamo scritto in studio mentre registravamo, in maniera diretta. Anche per questo non ci sono sovrastrutture di sorta, tutto è spontaneo, con la filosofia di prendere sempre come buona la prima take delle session.

 

Siete francesi, cantate in inglese, avete registrato a Berlino e vi chiamate come una città americana! Siete veramente un gruppo pop internazionale?

(Laurent, ride) Può sembrare uno scherzo ma è la realtà. Sì, ci sentiamo veramente tali, siamo una specie di internazionale. E ovunque nel mondo abbiamo molti fan, e questo ci piace!

 

In una canzone parlate di Napoleone, vera icona francese. Cosa dice Napoleone, visto il titolo (Napoleon Says)?

(Laurent) Molto spesso si parla delle cose che ti appartengono; è come se in una canzone italiana si parlasse di pizza! Scherzo, sono luoghi comuni. Napoleon Says è una canzone metaforica che parla della gloria, che ti può portare lontano ma anche farti diventare un dittatore.

 

Perché avete inserito una canzone strumentale?

(Christian) Non cè un motivo particolare. La registrazione di quella canzone è stato un momento magico, irripetibile. Aggiungere un testo avrebbe significato cambiarne latmosfera che, invece, volevamo si conservasse per intero; così ci sembra di esserci riusciti. È nata così, e così doveva restare.

 

Sinteticamente come definireste gli album precedenti?

(Laurent, prova finalmente a parlare in italiano) Il primo è stato un tentativo di dire tutto in trentotto minuti, quello che amavamo e che sentivamo. Il secondo è stato un tentativo di conciliare le armonie occidentali con i ritmi africani: è egualmente diviso in bianco e nero. Questultimo è il tentativo di essere noi stessi. E non è per niente facile! (si accascia sulla sedia per lo sforzo della conversazione in italiano).

ven, 5 mag 2006 - articolo di Luca Trambusti

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