I tre cantautori più rivoluzionari per Pino Marino

Lou Reed 

“Perché è Lou Reed. Basta a se stesso, ed è inutile aggiungere altro. E certamente oggi ci manca il suo coraggio. Viviamo in anni di resistenza: tutti oggi dicono 'resistiamo'. Torno a casa, guardo lo specchietto retrovisore della macchina e mi chiedo: qual è il momento di maggior coraggio se non la resistenza?”

 

Fabrizio De André

“Da lui ho appreso due cose fondamentali. Primo, che il lavoro artistico è apparentemente preda della vanità, ma lui ha sempre lavorato nello spirito del collettivo, mettendosi a disposizione e cogliendo gli altri. Non a caso è riuscito a tirar fuori da alcuni dei suoi collaboratori – ad esempio Massimo Bubola – talenti che poi, individualmente, non hanno saputo dimostrare.”

 

Ancora Fabrizio De André

“La seconda cosa che devo a lui è l'esempio della scrittura. Non buttare mai via una sola parola all'interno del recinto stretto della canzone. Ogni canzone ha un recinto obbligato, per quanto si possano individuare forme anomale, con o senza ritornelli. Non bisogna buttare mai una sola sillaba: ogni piccola parola nella forma canzone deve essere ponderata.” 

 

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L'intervista completa a Pino Marino 

mer, 24 giu 2015

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