Tre film che hanno scolpito l'immaginario di Mauro Ermanno Giovanardi

Dead Man — 1995

“Come primo film ne dico uno che mette d'accordo capra e cavoli, immaginario sia visivo che sonoro: Dead Man di Jim Jarmusch. È un film sulla spiritualità e la sua ricerca. Un film americano, ma al tempo stesso molto europeo, in cui fotografia, recitazione, musica, regia sono tutte al massimo livello. Neil Young, autore della colonna sonora, ha fatto cose bellissime e cose che sinceramente non capisco, ma questi sono gli artisti veri.”

 

Ascensore per il patibolo — 1958

“Anche questo è un titolo che ha molto a che fare con la musica. Il regista Louis Malle attrezzò una sala cinematografica con uno studio mobile. Così, durante la proiezione, Miles Davis ha potuto registrare tutta la colonna sonora praticamente in diretta.”

 

Opera omnia di Sergio Leone

“Qualsiasi film western realizzato dall'accoppiata Leone-Morricone. È ovviamente evidente quanto la musica fosse fondamentale per quei film, perché ha un ruolo narrativo. La colonna sonora è concepita come un vero e proprio dialogo con le immagini. Tarantino l'ha capito in pieno, ha preso l'imprinting di Leone magari in un altro senso, perché non ha un compositore come Morricone, ma di sicuro scrive e gira molte scene con una musica già in testa.” 

ven, 22 mag 2015

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