La passione dei dEUS


Pocket Revolution, quarto album della band belga, rompe sei lunghi anni di silenzio. Dodici brani che annullano il lungo periodo di attesa, perché formano un disco forte, completo e pieno di passione. Ne abbiamo parlato con il leader Tom Barman, appena una settimana dopo la realizzazione del lavoro.

È giusto parlare di passione per questo album?

Sì, perché è esattamente quello che provavo mentre ci stavo lavorando. Ero passionalmente infelice, ma a tratti anche passionalmente euforico. Non fare un disco per cinque, sei anni ti dà una folle e strana sensazione di pressione. Non quella che può avere un gruppo che vende cinque milioni di album, perché noi non ne vendiamo tanti, semmai perché sai che alla gente i tuoi dischi sono piaciuti, ma tutti hanno idee diverse su come dovresti essere. Quando manchi così tanto tempo dalla scena: a) non hai nessuna idea di chi sia il pubblico; b) cosa voglia; c) se è ancora interessato a quello che fai.

 

E nel frattempo cosa avete fatto?

Io mi sono dedicato al cinema (nel 2003 Tom Barman ha diretto il lungometraggio Any Way The Wind Blows e ne ha firmato la colonna sonora sotto lo pseudonimo di Magnus, suo progetto parallelo, NdR), tutti gli altri hanno seguito i loro progetti e si sono concentrati sulle proprie vite. Klaas Jansoons (violinista storico della band, lunico rimasto al fianco di Tom Barman, NdR) è diventato papà... È stato un momento un po confuso che poi ci ha portato a mandare tutto allaria.Ma in fondo ogni album dei dEUS è stato fatto con line up diverse, è il nostro destino. Questo fatto, per quanto non voluto, porta sempre nuova energia allinterno della formazione.

 

Come mai avete scelto questo titolo per lalbum?

Perché è una canzone intensa che in parte simboleggia il mio stato danimo nel periodo in cui lavoravo sul disco, un periodo che diciamo non è stato il migliore della mia vita. E poi cè una tradizione nella scelta dei titoli dei dEUS, ovvero il paradosso, come ne In A Bar Under The Sea e The Ideal Crash. Spesso mi capita di non dormire per settimane per trovare il titolo giusto, e questo si adattava alla perfezione anche alla copertina, che rappresenta unastronave, unidea che avevo in testa da tempo.

 

Da dove è preso il frammento iniziale di Include Me Out, sesta traccia dellalbum?

Volevo usare un estratto dalla radio per questa intro, che non è proprio una delle idee più originali al mondo. Una notte, alluna e mezzo, mi sono sintonizzato sulla banda media, perché lì puoi trovare vecchi e scricchiolanti programmi della BBC. La prima stazione sulla quale sono capitato era una radio americana che trasmetteva un documentario sulla navetta che è stata spedita nello spazio alla fine degli anni 60, per spiegare alle forme extraterrestri cosa fosse lumanità, e conteneva tutti i capolavori creati dalluomo, come le canzoni dei Beatles e cose simili. Quellestratto era perfetto per via del suono, perché si rifaceva alla copertina, e per quello che dice la voce registrata:è una sequenza di suoni, di temporali e fulmini....

 

di Tirza Bonifazi Tognazzi

 

 

COL SENNO DI POI

discostory di Tom Barman

 

Worst Case Scenario — 1994

Era il nostro debutto, e lunica cosa che posso dire su questo disco è: completa libertà

 

In A Bar Under The Sea — 1997

Abbiamo scritto circa quaranta canzoni per questo disco ed è stata una fertile esplosione di idee. Per questo forse si tratta del nostro album più eclettico

 

The Ideal Crash — 1999

È il suono di una band che è stata a lungo in tour ed è il più omogeneo dei dEUS. È quasi un concept album, è molto costruito, e ha una produzione un pochino troppo fredda per i miei gusti. Infatti volevo che Pocket Revolution avesse un suono più caldo rispetto a The Ideal Crash, più analogico e umano

ven, 9 set 2005

Tag: Deus

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