Manetti Bros.: incontri ravvicinatissimi con Wang
Sono fratelli registi appassionati di generi, horror, thriller, poliziottesco, eccetera. Dopo cento e uno videoclip (Piotta, Alex Britti, Max Pezzali, Flaminio Maphia, Assalti Frontali, Tiromancino fra gli altri), serie tv come L'ispettore Coliandro, e qualche film sempre rigorosamente low cost (Zora la vampira, Piano 17), è finalmente la volta della fantascienza. Marco e Antonio — i Manetti Bros. — presentano la loro ultima "creatura", è il caso di dirlo, combattuti tra la quasi impossibilità di non svelare troppo e la voglia irrefrenabile di dire tutto. Per non rovinarsi alcuna sorpresa, forse meglio ripassare di qui dopo aver visto L'arrivo di Wang, nelle sale dal 9 marzo. [ recensione ]
Incipit
Marco: Tutto nasce dall'idea di questa ragazza al buio che traduce pensando di avere di fronte un signore cinese, Wang. Poi si accende la luce e si trova davanti un extraterrestre! Quindi è prima di tutto un'indagine su come una persona reagirebbe a un incontro del genere, ma affrontata realisticamente, non in modo hollywoodiano. Se si chiede in giro "secondo te esistono gli alieni?", quasi tutti rispondono di sì, ma se poi ci si immagina l'incontro... viene considerato più plausibile imbattersi in un fantasma!
Baseball e calcio
Marco: Giorni fa mi confrontavo con un amico, Federico Zampaglione, anche lui regista di genere nonché voce dei Tiromancino, e lui mi ha fatto proprio questa metafora, che vi rigiro, e cioè che noi siamo un po' come dei campioni di baseball: giochiamo bene a uno sport che in Italia non viene capito, che interessa poco, perché la gente vuole vedere solo il calcio! Mi ci ritrovo. Evidentemente non è un caso se il film sta avendo ottimi riconoscimenti all'estero, veramente al di là delle nostre più rosee previsioni, e molte grosse produzioni americane ci stanno contattando, anche se non posso dire il perché. Il film esce in sala anche in Inghilterra e siamo stati invitati in festival come quello di Sidney, Porto Alegre, Bruxelles, Sitges, Londra, Glasgow e altri. Speriamo di fare breccia anche in Italia, perché siamo convinti che questo sia un film profondamente italiano anche nella sua visione della fantascienza, con tanti effetti speciali ma usati più nella direzione dell'umanità che dello spettacolo vero e proprio, tutto esplosioni ed esagerazioni.
Antonio: E al di là del genere, il film è prima di tutto una storia con un suo peso specifico, motivo per cui anche il festival di Venezia ci ha dato spazio. E' un film di attori, più che nostro. Sono loro, Ennio Fantastichini, Francesca Cuttica, Juliet Esey Joseph, e anche Wang, a metà tra l'attore Li Yong e la sua controparte digitale, che reggono il film con le loro interpretazioni.
Produzione
Marco: Ci sono tre case di produzione che hanno finanziato parte del film, ma il resto ce lo siamo prodotti da soli. E' il presupposto fondamentale, volevamo fare leva solo sulla nostra fantasia in totale autonomia, e nessuno ce lo avrebbe fatto realizzare così com'è. Ecco perché per esempio è in parte parlato in cinese, sottotitolato, mentre in Italia c'è il terrore dei sottotitoli! Eppure, se si pensa che Star Wars è carico di scene con sottotitoli... Il pubblico evidentemente non è scemo per forza, spesso è solo sottovalutato con pregiudizio.
Fantascienza
Antonio: La fantascienza parla sempre del presente, è un pretesto. Si prendono dei topos del genere, ma poi si usano per raccontare sempre l'uomo e le sue problematiche. E se una riflessione c'è in questo film, riguarda il tema dell'incomunicabilità.
Marco: Il genere ti permette di amplificare il problema e renderlo comunque uno spettacolo. Un regista può fare delle riflessioni sulla realtà, ma non diventerà mai un saggista o un politico: ti butta addosso lo spunto, tocca delle corde, emoziona, e spera che lo spettatore reagisca.
L'invasione cinese
Marco: La metafora cinese è casuale e involontaria, non abbiamo nascosto nessun riferimento all'invasione economica attuale. Volevamo semplicemente una interprete non abituata a un interrogatorio a sorpresa, e ci siamo immaginati dei servizi segreti momentaneamente sprovvisti di un traduttore cinese. Banalmente Wikipedia dice che il cinese mandarino è la lingua più parlata del mondo. L'alieno ha ragionato male, perché paradossalmente la lingua più parlata del mondo non la parla nessuno!
Pregiudizio
Marco: Io e Antonio siamo molto avversi al pregiudizio. Un pregiudizio è sempre tale, è un torto. Tutti ne hanno e tutti se ne fanno guidare, anche i nostri personaggi, nel bene e nel male. Il diverso è sempre temibile o è sempre buono? Il diverso è un essere, ogni persona va conosciuta per quello che è. Allo stesso modo non giudichiamo i nostri personaggi e i loro pregiudizi! Li amiamo come dei figli o come dei genitori, così come sono.
Personaggi
Ennio Fantastichini / Curti: L'incontro con il copione è stato folgorante. Amo la fantascienza ma da attore italiano mi ero rassegnato da tempo a non farne mai. Già solo alla proposta di Marco e Antonio mi sono innamorato per la "shadow line" della storia, che esce da prototipi già consumati. L'ho definita fantascienza da camera. Il racconto era anche "pericoloso", considerando il basso budget, ma il lavoro sugli effetti è stato sorprendente. Il mio Curti ha una facciata dura e autorevole, ma dentro è rotto e turbato da una lunga altalena emotiva. E' stato un film molto faticoso per il suo svolgersi in un solo ambiente, e per le tante parole che c'erano da dire. In realtà sono anni che nel cinema vorrei tornare soprattutto all'immagine. Volevo fare un film muto, ma mi pare che l'hanno già fatto e ha anche avuto un certo successo!
Francesca Cuttica / Gaia: Mi sono ritrovata nel personaggio, perché come donna giovane anch'io spesso pecco di una certa ingenuità e buonismo. Ho saputo di dover fare il film solo 20 giorni prima delle riprese, ho studiato un po' di cinese, i suoi suoni, ma più di ogni cosa mi ha aiutato Li Yong sul set che mi ha corretto e incoraggiato in continuazione.
Futuro
Marco: Stiamo già mixando il prossimo film, L'ombra dell'Orco, che sarà distribuito da Medusa e dovrebbe uscire a settembre, anche se prima era annunciato per il 4 maggio. E' un film dell'orrore, un pochino più vicino al mercato italiano, ma pur sempre abbastanza "baseball"!
ven, 9 mar 2012
- articolo di Gabriele Guerra
Tag: manetti bros Movies film
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