LNRipley: USB ALERT 2010, odissea discografica
Originale e futuribile, la proposta di distribuzione musicale del side project di Ninja dei Subsonica
Cinque ragazzi — Mc Victor (voce), Ninja (il drummer dei Subsonica), Ale Bavo e Mc Succo (groovebox) e Verror (basso) — accomunati dalla passione per il cult di fantascienza Alien, i dancefloor, i dj set e l’elettronica. Con tanto di manifesto ideologico dal sapore futurista, gli LNRipley provengono dal “pianeta Torino” per dichiarare alla Terra l’atto di rottura con il sistema discografico propriamente detto. Non più dischi, ma solo esibizioni live, ai quali i terrestri sono pregati di partecipare muniti di un qualunque supporto USB per potere poi accedere gratuitamente alle nuove release. Inizia l’era dell’USB ALERT 2010.
Cos’è che rende il vostro progetto USB ALERT 2010 innovativo?
Victor: Il nostro è un progetto che è maturato nel tempo. Ci siamo incontrati per caso, accomunati dall’esigenza comune di esprimerci musicalmente e di divertirci. Io e Ninja abbiamo condiviso la nostra passione per il drum and bass, i dancefloor. Poi il film preferito da tutti era Alien, e da lì il nostro nome, riferito alla protagonista. L’idea di trovare una strada alternativa alla prassi canonica della realizzazione di un disco, della sua distribuzione, della promozione, del tour e di tutta la trafila, non è nata freddamente a tavolino, tanto per trovare un’alternativa allo status quo. Noi volevamo fare come al solito un buon disco, il fatto è che oramai ci annoiamo a farlo! Utilizziamo suoni e campioni che modifichiamo in continuazione, e siamo per natura in continuo mutamento stilistico e compositivo. Abbiamo optato per l’idea dei package da fornire gratuitamente al nostro pubblico perché non volevamo chiuderci un mese in studio a incidere, per poi passare sei mesi a curare i missaggi e poi ritrovarci in tour a riproporre il disco a ripetizione, raggiungendo così un livello di saturazione e noia totali. Con questa soluzione si è creata una sinergia con il pubblico pazzesca. Il pubblico viene, paga il live, balla, si diverte e torna a casa con i suoi brani nella chiavetta. Non nego che mi piacerebbe avere l’album, il cd del nostro progetto, ma non è da escludersi che questo avvenga in una fase successiva.
Una formula interessante anche per contrastare la pirateria musicale.
V: Il primo disco, il giorno dopo la pubblicazione, abbiamo deciso di metterlo on line per evitare che qualcuno lo condividesse a bassa qualità con qualche p2p. Con USB ALERT 2010 possiamo prevenire tutto questo, con la garanzia che i file da noi consegnati avranno la qualità e la compressione idonee, come le vogliamo noi. Nonostante ciò, eravamo sicuri di ritrovare il giorno dopo tutti i pezzi su qualche p2p, ma con nostra grande sorpresa abbiamo visto che ne hanno messi solo un paio. Vuol dire che il pubblico acquisisce i pezzi nei nostri live e poi li tiene gelosamente.
Avete pubblicato un autentico manifesto ideologico, come avvenne per il Futurismo.
V: LNRipley nasce come un incontro-condivisione di arte, in cui musica e poesia collimano. Trovarsi in una stanza e sovrapporre le estrazioni musicali variegate di ognuno di noi sa tanto di accademia. Mi piace vederlo così, come un movimento letterario e artistico quale è stato anche il Furturismo, perché no. Non come in una factory dove regna il caos, ma come in un’accademia in cui vige un certo rigore ideologico.
Una formula come la vostra è esportabile ad altri generi?
V: Non saprei, perché con il nostro genere, legato alla mentalità dei dj, è molto più semplice. Ogni volta che ci ascolti live ti rendi conto che cambiamo sempre set, come il dj cambia la borsa dei dischi. Il pop, il cantautoriale, si presta di meno a questa mutevolezza, perché il fan si aspetta la riconoscibilità del motivetto, della canzone che ti si imprime nella testa. Chi viene a sentire noi deve ballare seguendo l’onda, non certo canticchiare.
E i big potrebbero prendere esempio dalla vostra formula?
V: Il problema per il big è che dovrebbe chiedere il premesso alla propria etichetta! Non possono decidere con la propria testa; se sei un big sei uno che è sceso a compromessi. Non voglio fare lo snob, perché ammetto che mi piacerebbe essere un big e non rimanere indipendente tutta la vita, ma ora posso fare quello che voglio. Gli LNRipley prendono le loro decisioni, le concordano con il booking, con l’ufficio stampa, il management, ma non hanno un’etichetta con cui dover fare i conti. E questo nel 2010 è molto importante: l’artista deve poter fare come gli pare. Del resto le major italiane non hanno più idee, si affidano ai talent show e a Maria De Filippi per capire cosa piace ai ragazzi. I giovani cambiano idea in fretta: questa è l'iPod generation, e se un giovane consuma quello che esce da X Factor, dopo due anni si è già stufato e magari si innamora del metal.
Editori e discografici però non possono che essere spaventati da una iniziativa come la vostra.
V: Non lo so, ma mi farebbe piacere scoprire un discografico che sappia guardare oltre i propri confini. A volte sembra quasi che non siamo calcolati, che non esistiamo. Ma questo non ci interessa, perché la nostra priorità sono le persone, con le quali possiamo avere una comunicazione diretta attraverso i social network. Però sarebbe bello scoprire che altri esordienti emuleranno i nostri passi.
mar, 13 lug 2010
- articolo di Luca Cacciatore
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