Jim Caviezel: il nuovo Prisoner, il Grande Fratello, il cinema e la tv
Sei puntate in onda dal 22 luglio
In anteprima al Roma Fiction Fest 2010 il remake di The Prisoner, storica serie tv inglese degli anni Sessanta. Scritta da Bill Gallagher e diretta da Nick Hurran, la versione americana riambienta e attualizza l’eterno tema dell’alienazione dell’individuo rinchiuso tra le sbarre invisibili dei regimi totalitari, che trae ispirazione da romanzi come 1984 di Orwell o Fahrenheit 451 di Bradbury. Nei panni del protagonista, il Numero 6, c'è il Cristo di Mel Gibson, Jim Caviezel, che ha presentato di persona alla stampa il suo debutto in assoluto nel mondo della televisione. Sei puntate in onda in Italia su FX dal prossimo 22 luglio.
Dal cinema alla televisione
Jim Caviezel: Ho sempre lavorato nel cinema, e questo è il mio primo approccio al piccolo schermo. Ero alle prese con la realizzazione di un film, ma le onde della crisi finanziaria mondiale stanno lambendo anche il nostro settore. Mi sono ritrovato tra le mani i copioni delle due prime puntate di The Prisoner, e io e il mio agente siamo rimasti folgorati. Non ho avuto alcun dubbio e ho accettato subito, poi la presenza di un attore di primissimo piano come Ian McKellen (nel ruolo di Numero 2, ndr) non ammetteva incertezze.
1984 e il Grande Fratello
JC: Il tema di The Prisoner è esattamente lo stesso. Il protagonista si ritrova in un deserto, isolato dal suo mondo, e diventa un numero come tutti gli altri personaggi della serie. Viene spogliato della sua identità. Certamente la serie del 1967 era incentrata sul delicato equilibrio mondiale stabilito dal clima della Guerra Fredda, era quello il contesto socio-politico in cui era calato. Questa nuova versione riflette invece l'era del terrorismo globale che minaccia l’Occidente.
Confronti con l'originale
JC: Non ho avuto modo di conoscere Patrick McGoohan (creatore e protagonista della serie degli anni '60, scomparso nel gennaio 2009, ndr) e non ho voluto vedere la serie originale, neanche adesso l’ho ancora fatto. Ho cercato di evitare in tutti i modi il raffronto, per partire da zero e dare la mia interpretazione in maniera genuina. In generale non amo ispirarmi a ruoli analoghi che sto per affrontare. La stessa cosa è avvenuta quando ho dovuto interpretare il ruolo di Gesù ne La Passione di Cristo: ho evitato di vedere tutti i classici del genere. Sullo stesso principio si è basata la realizzazione di The Prisoner. Sicuramente si fonda sull’originale, ma non è un semplice remake, va oltre. Del resto tutte le moderne fiction si ispirano al lavoro del 1967, basti pensare a Lost, ma lo sceneggiatore e il regista della nuova versione hanno voluto reinventarla.
Numero 6 e i ribelli della nostra società
JC: Esistono due tipi di ribelli: quelli senza una causa come James Dean e quelli con una causa. Io, e il protagonista della serie, mi auguro di far parte della seconda categoria.
il trailer del nuovo The Prisoner
la sigla originale del 1967
gio, 8 lug 2010
- articolo di Luca Cacciatore
Tag: Movies Jim Caviezel Ian McKellen
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