Sade: soldato dell'amore
La grande voce torna il 5 febbraio con Soldier Of Love. A seguire un collage delle sue dichiarazioni sulla vita e la musica
Dai primi anni ’90 Sade ha pubblicato soltanto tre album di inediti. Tra Soldier Of Love (recensione) — in buona parte scritto e registrato al Real World studio di Peter Gabriel — e il lavoro del 2000 Lovers Rock, sono intercorsi dieci anni; il terzo disco, Love Deluxe, risale al 1992. Per la maggior parte del tempo è stata, com’è sua abitudine, praticamente invisibile. Nel 2005, inoltre, si è ritirata in un piccolo paese nella campagna dell’Inghilterra occidentale, dove vive con la figlia Ila, ora 13enne, dopo aver trascorso 30 anni a Londra. Lì nessuno fa caso alla superstar anglo-nigeriana, e lei apprezza.
Vita sociale
“Gran parte della mia vita sociale è importata da Londra, ma non sono la persona più socievole del mondo. Di solito faccio cose come costruire, scrivere o curare il giardino. Adoro scavare. È così tangibile e reale. Mi sorprende sempre, per me è come l’alchimia. Pianti un semino e cresce qualcosa di incredibile. Fare musica è la stessa cosa. A volte mi chiedo da dove arrivi. Fondamentalmente sono una ragazza di campagna”.
Copertine
“Mi chiedevano sempre ‘cosa si prova a vedere la propria faccia sulla copertina di una rivista?’ Non la vedo proprio. Non la capisco”.
50 milioni di album venduti
“Non sono una che ha bisogno di tanti soldi. Potrebbero entrarmi in casa e andarsene dopo mezz’ora senza trovare niente da rubare!”.
Nuovo album
“La band voleva farlo, io avevo scritto a Londra, ma inizialmente non volevo sentirmi addosso la pressione di tutti. Volevo lavorare con i miei tempi. Poi, dopo che mi sono trasferita e il gruppo ancora scalpitava, ho risposto ‘ok, facciamolo’. Pensavo davvero che forse ero rimasta senza energie. Lo penso sempre dopo ogni album, ma poi mi ci sono buttata a capofitto”.
Malinconia
“La tristezza ben gestita porta alla felicità, credo. Ti libera e ti permette di lasciartela alle spalle. Le canzoni felici in realtà possono farti stare peggio. Non sono una depressa cronica, ma ho senz’altro un’inclinazione alla malinconia. Una volta mi hanno detto che sono una Capricorno nata sotto la stella più triste. Chi lo sa?”
Infanzia
“Da piccola in giro non c’erano bambine della mia età, per cui giocavo con i bambini che gravitavano nell’orbita di mio fratello. Non ho avuto un’amica fino ai nove anni, ma avevo una libertà totale, andavo in giro in bici da mattina a sera, aiutavo i nonni a vangare il giardino. È stata mia madre a darmi quella libertà, anche se non aveva molta scelta perché lavorava a tempo pieno”.
L'incontro con la musica
“Non avevo fiducia nelle mie doti di cantante, ma ho scoperto che mi piaceva scrivere canzoni”.
Politica
“All'inizio dicevano che la musica degli Sade, la mia band, era il sottofondo dell’era degli Yuppie. Mi dava davvero fastidio all’epoca, quando in segreto davamo soldi che ancora non avevamo ad Arthur Scargill e ai minatori in sciopero”.
La figlia
“Appena Ila è arrivata, è diventata il fulcro della mia vita. L’ho portata con me nella mia ultima tournée nel 2001, ma non le ho fatto vedere nessun concerto perché non volevo che sentisse la gente che urla per la sua mamma. Non era pronta. Ora che invece è una teenager mi ha detto che trova la mia musica molto emozionante, il che significa molto per me”.
Obiettivi
“Non sono materialista, ma sotto il profilo artistico ho aspirazioni molto elevate. Non voglio mai fare meno del mio meglio, per quanto tardi io possa darlo alle stampe. E penso che chi si prenderà la briga di ascoltarci se ne renderà conto, che gli piaccia o no quello che facciamo ”.
tratta da materiale Sony Music
mer, 3 feb 2010
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