Capossela, il Solo Show diventa un film

Lo spettacolo avrà anche una ripresa invernale, con tanto di approdo a Londra

Freaks, maghi, nani e ballerine. Il Solo Show di Vinicio Capossela non si ispira tanto al mondo del circo, quanto a quello laterale e fascinoso dei side show, i tendoni che una volta venivano montati di fianco a quello principale, ricchi di assurde attrazioni e fenomeni da baraccone. Venghino siori e si preparino a stupirsi, proprio come per il concerto a due teste che Capossela e la sua band sono riusciti a fissare su questo dvd, Solo Show Alive, grazie alla regia di Gianfranco Firriolo. Anche il cinema di Milano in cui si è svolta la proiezione di presentazione per qualche minuto è sembrato immerso nel buio di un tendone delle meraviglie. Poi, lo stesso Capossela ha illustrato magie e poteri delle sue creature.

 

Spettacolo portabile

Gli spettacoli hanno forza e magia soprattutto per il loro essere effimeri, ma ho sempre avuto l'ambizione di fare uno spettacolo portabile, e ora con questo supporto ci sono riuscito, anzi, è addirittura tascabile. Abbiamo concepito il Solo Show come uno spettacolo a due teste, proprio come il fenomenale maiale a due teste: una parte riservata alle attrazioni interiori e un'altra a quelle in carne e ossa, l'anima intimista e quella chiassosa, che adesso sono insieme anche in questo contenitore.

 

Il regista

Tutto questo grazie alla sensibilità e complicità di un occhio come quello di Gianfranco Firriolo, che nel corso degli ultimi due anni ha dato vita a una vera trilogia: prima il video de Il gigante e il mago per il quale siamo andati fino a Phoenix, in Arizona -, poi il documentario-film-racconto La faccia della Terra, proiettato al Milano Film Festival, e infine questo dvd. Personalmente trovo molto noiose tutte le incisioni live, ma nel caso di questo spettacolo abbiamo pensato che meritasse una documentazione filmica. È stata realizzata per nostra espressa volontà, perché fino a ora avevamo realizzato cose del genere solo su richiesta della casa discografica.

 

Inedito

È un brano dal titolo Gymnastika cantato in un russo claudicante ma meritorio, un pezzo di Vladimir Vitsovski in cui si irrideva all'attività fisica tanto perorata dal regime dell'epoca, ed è eseguito sul palco mentre intorno viene costruita una gabbia, evidente metafora anche dei tempi attuali, in cui la gente è molto impegnata a pensare agli addominali e all'influenza A e non si rende conto delle gabbie che gli vengono costruite intorno.

 

Gabbia

È uno strumento che imprigiona, è vero, ma allo stesso tempo mostra, sopratutto se sulle sbarre ci sono tutte lucine. Da un lato abbiamo tante gabbie a chiuderci, strutture temporali e spaziali, ma è anche vero che tutto ciò serve a delimitare la persona, a descriverla. In ogni caso è sempre bello avere un mago che te la apre, in modo che puoi uscire e alla bisogna farci ritorno.

 

Alive

Non ci avevo mai pensato che significasse anche sopravvissuto. La grafica dei manifesti dei side show, i cosiddetti side show banners, è bellissima: la mucca a cinque zampe, la capra unicorno, eccetera, sono presentate con scritte appariscenti, che quasi esorcizzano la deformità, la rendono giocosa, e poi c'è sempre il bollino Alive, che vuol dire dal vivo, in persona, in carne e ossa. Come dice anche il mago Christopher Wonder, presentando lo show, è Tutto vivo, niente morto!!. Perché niente morto? Perché sono tutti sopravvissuti a se stessi.

 

Nuovo tour

Sarà una piccola ripresa in periodo invernale con sei date, la prima alla fine di novembre (il 24 a Roma, Teatro Sistina, ndr), le altre a dicembre.  Quindi ospiteremo qualche creatura invernale, come il bidone di fuoco del Santo Nicola, il Santo Nicola in persona, e altre cose un po' fatate tipiche del Natale, con molti cambi in scaletta.

 

Diversità

Questo è un tema complesso, che merita molta più riflessione di quella che posso proporre col mio spettacolo. La diversità è in noi nel senso che siamo una pluralità di cose. Anche nella mitologia mi hanno sempre affascinato le creature plurime, come il Minotauro, che sembra un incrocio di due cose, ma la vera tragedia è che non è nessuna delle due.

 

Wurlitzer

Christopher Wonder, mago di Los Angeles  e della scena new burlesque, mi parlò per primo di questo "Mighty Wurlitzer". In una cassetta con cui accompagnava i suoi spettacoli sentii questo suono magico e fiabesco che mi colpì, un suono che potrebbe accompagnare le avventure del Capitano Nemo. Non è semplicemente un organo, ma un intero teatro costruito intorno a questo strumento, che aziona con l'aria compressa tanti altri strumenti — vibrafono, grancasse, marimbe -, una delle tante invenzioni escogitate dall'uomo prima dell'invenzione della riproduzione registrata di suoni. Prima dei dischi e di qualsiasi altra cosa. All'epoca, per evitare di assoldare intere orchestre si usavano in Europa piani a rullo, musica meccanica, mentre in America, soprattutto per accompagnare il cinema muto, cose come l'invenzione della ditta Wurlitzer di Cincinnati. Con l'avvento del sonoro molti organi furono smantellati, oggi in America gli esemplari sopravvissuti sono tutelati come la foca monaca dalla Organ Historical Society. Per il Solo Show l'abbiamo riprodotto con l'uso di campionatori, con un vecchio organo Farfisa e con un grosso mobile ricostruito apposta, un elemento scenico importante. Il suo suono onirico per me lo rende l'organo dei fantasmi. Sono animista per quanto riguarda gli strumenti, mi hanno sempre affascinato le lucine, i registri e tanti tasti, quindi questo Wurlitzer per me è il massimo.

 

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mar, 17 nov 2009 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Dvd  Live  Capossela

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