Il cuore di Paola Turci
Prima uscita di una trilogia su amore, sociale e universo femminile
“Non importa se si è fragili o se ci si ferisce, adesso è il momento di allargare le braccia e farsi attraversare davvero”. Nessuna enfasi particolare, nessuna concitazione posticcia, nessun bisogno di ostentare l’ultimo approdo esistenziale a cui la sua anima è attraccata. Quando Paola Turci pronuncia queste parole, si avverte una meravigliosa rassegnazione alla serenità. E, soprattutto, all’amore, tema che lega insieme tutti i brani del nuovo Attraversami il cuore, primo disco di una trilogia il cui progetto accompagnerà la cantante romana anche il prossimo anno.
Come mai hai scelto di articolare il tuo lavoro in tre album?
Avevo voglia di isolare dei temi per metterli a fuoco meglio. Un po’ come suddividere un libro in capitoli. Attraversami il cuore, prima fase di questo progetto, è dedicato all’amore. Il secondo disco, che presumibilmente uscirà nella prossima primavera, sarà orientato su temi sociali e politici. Il terzo, in uscita a fine 2010, sarà un lavoro declinato al femminile in cui verrò affiancata da colleghe e anche da autrici e scrittrici.
Attraversami il cuore si compone di otto pezzi. Dà l’idea di un disco piccolo, con una natura fragile.
Anche i prossimi capitoli avranno la stessa struttura. È piccolo perché fa parte di un progetto le cui parti formano un insieme che ha senso anche slegato. Mi è piaciuto molto lavorare sulla durata breve. Ho selezionato per bene, proprio perché otto canzoni emergono più dei classici undici pezzi di un album.
L’acqua è l’elemento prevalente in copertina. Come mai?
Dopo un giorno molto impegnativo, trascorso a fare fotografie, mi ero tuffata in piscina per rilassarmi. Quello è stato lo scatto determinante: comunica un senso di pace, di serenità, di riposo e calma. E poi l’acqua ha a che fare con la purezza e non, come dicono gli psicologi, col sesso. L’amore è per me purezza ed è questa l’analogia con la foto di copertina.
In tutta E intanto mi sorprendo e in Piccola canzone d’amore quando canti “Tra i sentieri scuri della notte / mi accompagnerai” viene fuori il desiderio che l’amato diventi una sorta di guida.
L’amore è il senso della vita, il motore che ci dà la spinta. Non solo un semplice accompagnamento. Quello che descrivo mi è accaduto veramente. Sono stata attraversata dall’amore e non avrei potuto scrivere questo disco senza averne avuto esperienza diretta. Insomma, non è un album in cui auspico la presenza dell’amore nella mia vita, ma la conclamazione di qualcosa che sto vivendo.
A tale proposito, non ti infastidisce il fatto che in questo momento i media stanno enfatizzando la storia d’amore che ha ispirato il disco piuttosto che il disco stesso?
In passato non mi ero mai avvicinata alle canzoni d’amore, perché le consideravo sempre al limite del gossip! Da ciò si evince quanto sia pudica nel raccontare me stessa. Ma sono consapevole che quando si scrive un album come Attraversami il cuore è facile che chi ne parla tramite i media possa scivolare sull’argomento fidanzato. Mi ritengo una persona pubblica e in quanto tale, pur preservando il mio privato, è naturale che io sia sempre sotto gli occhi di chi mi segue. Quindi sono consapevole che qualcosa della mia privacy può sfuggire.
Sono io, il brano che apre il disco, fa quasi spavento per l’onestà viscerale con cui ti descrivi. Sembra che tu voglia metterti a nudo. Come hai superato il pudore?
Non avrei potuto fare altrimenti. L’ho fatto come una forma di tenerezza verso me stessa. È una confessione che non si apre a equivoci. Sono contenta di quel pezzo, a costo di sembrare non bella e non perfetta.
Sempre in Sono io canti “Sono io quella che sbaglia / che confonde la passione / la passione con l’amore” e poi in Attraversami il cuore “Le parole non possono spiegare / quando il fuoco finisce / e comincia l’amore”. Un momento di potente riflessione sulla trasformazione della passione in amore?
Tutti prima o poi tutti abbiamo vissuto momenti in cui qualcosa che credevamo amore si è rivelato semplicemente un innamoramento, una voglia di innamorarsi che non ha attecchito perché non esistevano le basi. Ci sono istanti in cui ci si va a ricordare di quando si perdevano grandi occasioni, anche di stare da soli. Allora si pensa a quando le cose passavano in modo superficiale, senza lasciare nulla. Paragoni quello che eri e che avevi con ciò che sei e che hai oggi. Aver realizzato un disco come Attraversami il cuore è il segno che io sento la mia sfera sentimentale perfettamente realizzata.
Com’è nata la collaborazione con Francesco Bianconi dei Baustelle, che ha scritto il singolo La mangiatrice di uomini?
È nata da un incontro. Francesco si è lasciato ispirare dalla figura di Maria Maddalena e dalla frase di Gesù “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. La protagonista di questa canzone non vuole il giudizio degli uomini, lo considera feroce e reagisce quasi come farebbe una post-femminista, lanciando maledizioni. Mi sembra che questo pezzo sia venuto fuori in un momento davvero delicato, in cui troppo spesso si parla a sproposito della figura della donna.
Il tuo rapporto con i fan è speciale. Con loro spesso vivi dei momenti di grandissima condivisione.
Credo che sia normale. All’inizio della mia carriera è stato difficile: passare da perfetta sconosciuta a cantante mi ha mandato in crisi. Poi mi sono resa conto che amavo profondamente questo lavoro. Inoltre, considero la possibilità di assecondare il piacere dei fan una forma di rispetto verso di loro. Mi rende felice, umana, mi fa sentire sempre una ragazzina e mi toglie il peso degli anni che passano. Sanno che quando posso mi fa piacere salutarli e scambiare quattro chiacchiere. Quando non posso o non è giornata, preferisco restare chiusa nella mia stanza ad aspettare il momento migliore. Mi piace dare valore a quello che faccio, cioè musica, e questo non ha niente a che fare col divismo. Da tredici anni organizzo insieme ai responsabili del fan club un raduno per tutti coloro che vi vogliono partecipare.
Le tre canzoni d'amore più belle per PAOLA TURCI
mar, 27 ott 2009
- articolo di Mauro Petruzziello
Tag: Paola Turci
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