Quentin Tarantino, professione scrittore

Il regista presenta Bastardi senza gloria, in uscita il 2 ottobre, rivelando ancora una volta passione maniacale per la cura dei personaggi e la loro scrittura

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Inglourious Basterds è la guerra vista con i folli occhi di Quentin Tarantino, per alcuni il suo capolavoro, per altri il film della maturità (leggi recensione). In occasione dellincontro di Roma con la stampa, il geniale regista di Knoxville spalleggiato dallo spassoso Eli Roth e dal produttore Lawrence Bender preferisce lasciare agli altri queste valutazioni e la ricerca di simboli più alti nella sua opera, ma segue attentamente le domande, si diverte, ed entra volentieri nei meccanismi del suo processo creativo, con la forza e la passione di un grande scrittore.

 

(attenzione: seguono alcune anticipazioni sulla trama)

 

Motivazioni

Quentin Tarantino: Il motivo per cui mi sono seduto a scrivere un film del genere è molto semplice: era unoccasione per sperimentare sul tema della Seconda Guerra Mondiale, e poi finalmente potevo raccontare la storia di una manipolo di uomini in missione, un macaroni combat, come i giapponesi definiscono questo sottogenere italiano di film di guerra.

 

Il potere del cinema

QT: Mi piaceva lidea che il potere del cinema potesse distruggere il Terzo Reich, perché è davvero una metafora succosa. Ma poi, oltre la metafora, diventa anche un fatto pratico: per davvero il potere del cinema distrugge il Terzo Reich!

 

Eureka

QT: A volte mentre scrivi vivi allimprovviso questi momenti eureka incredibili, in cui arriva l'idea che svolta la narrazione. È come se Dio ti toccasse la spalla per farti un regalo. Mi è capitato quando ho capito che per fare lattentato nel cinema i miei personaggi non avrebbero avuto bisogno di esplosivi, dinamite o altro che non avessero già, cioè le pellicole. Infatti, se allepoca gestivi una sala cinematografica avevi due preoccupazioni: una era ovviamente quella di proiettare film; la seconda era preservare la tua sala da un possibile incendio, perché le vecchie pellicole erano pericolosissime. Ho anche fantasticato su quale film usare per appiccare il fuoco, se dovesse essere proprio un film di propaganda nazista, oppure qualcosa come La grande illusione di Jean Renoir: in ogni caso era stupendo che un oggetto artistico potesse diventare unarma così distruttiva.

 

Storia alternativa

QT: Quando ho cominciato a scrivere la sceneggiatura non sapevo che mi sarei allontanato così tanto dal corso della storia. Continuavo a scrivere e tutto filava bene, finché non mi sono avvicinato alla fine. Solo in quel momento ho capito che la vera storia andava in una direzione e io in unaltra, ma questo me lo suggerivano i personaggi! Il punto è che non ho mai avuto personaggi che non potessero aprire tutte le porte e fare quello che volevano, non cè mai stato niente di proibito per loro. Così sono i miei stessi personaggi che cambiano il corso della guerra, non io. E se fossero realmente esistiti magari sarebbe andata esattamente così.

 

Critica

QT: Mi piace leggere la critica cinematografica e mi piace il lavoro di critico. Se non fossi regista è quello che farei, forse è quello che farò quando mi ritirerò, già scrivo delle cose sui film che vedo e forse un giorno saranno raccolte in un libro. Sono 17 anni che faccio film, penso che nel bene o nel male non mi si possa ignorare, un critico deve comunque relazionarsi con la mia opera, e questo è importante. Ricordo che nel 1995 un critico scrisse Tarantino non sarà mai un maestro della suspense, una cosa che mi colpì molto. Beh, magari ci ho ripensato solo inconsciamente, ma in questo film penso di aver scritto momenti di grande suspense, come nella scena ambientata nella taverna La Louisiane. Quindi il fatto che il personaggio di Michael Fassbender, il tenente Archie Hicox, sia un critico cinematografico e muore non nasconde nulla di simbolico! È solo una figura ispirata a Graham Greene, scrittore, agente segreto e critico anche lui. Hicox lho pensato come il tipico personaggio fondamentale per la missione, come era David Niven ne I cannoni di Navarone. A loro di solito può succedere di tutto sparatorie, tempeste, arrampicate sullorlo del precipizio ma se la cavano sempre. Mi piace ribaltare certi cliché, e mi sono sempre chiesto se il personaggio fondamentale per la missione muore, che cosa succede nel resto del film?

 

Ebrei

QT: Sono semplicemente partito dallidea del manipolo di uomini in missione. Mi sono chiesto: chi sono? Potrebbero essere soldati americani che fanno resistenza Apache contro i nazisti, dietro le linee nemiche, li terrorizzano, li uccidono, ne smembrano i corpi e gli fanno lo scalpo. Di più: potrebbero essere anche ebrei. Basta con gli ebrei sempre vittime, remissivi, come si sono visti in mille film, sono noiosi. Così non mi sono preoccupato né di far vedere soldati americani tanto cattivi, né di altre implicazioni, volevo solo mostrare qualcosa di nuovo, mai visto al cinema.

 

Personaggi

QT: Di base il mio lavoro è scrivere personaggi. Sono come dei figli: parto da una pagina bianca, li faccio nascere, crescere, sviluppare, sono fra le mie cose più preziose. Per cui in seguito devo cercare attori che siano davvero in grado di farli uscire dalle pagine e dargli vita, che conoscano anche il loro background, andando oltre tutto ciò che si vedrà nel film.

Eli Roth: Devi conoscere il personaggio come se fosse il tuo migliore amico, devi sapere come reagirebbe in qualunque situazione. Quando ci sediamo tutti insieme per provare i personaggi non si tratta semplicemente di leggere le battute, bisogna sapere quali sono le relazioni tra ognuno di loro, viverle. Altra cosa che Tarantino esige: sul set niente laptop, telefoni cellulari, niente di niente. Se Quentin ti scopre con un cellulare sei fuori, fai i bagagli e te ne vai. Siamo sul set per vivere i nostri personaggi 24 ore al giorno, e in effetti è divertentissimo continuare a recitare anche dopo i ciak!

 

Interazione con gli attori

QT: Per fare un esempio, nello script originale della prima scena del film il personaggio di Christoph Waltz, il colonnello Landa, fuma la pipa e basta. Poi abbiamo cominciato a rifletterci insieme, e gli ho chiesto: siamo sicuri che tu fumi davvero la pipa? Lui: certo, Landa fuma la pipa. Io: magari la mossa della pipa è una tecnica di interrogatorio, calcolata come tutto il resto, perché Landa sa che il contadino LaPadite fuma la pipa. Allora potrebbe tirarla fuori solo in un momento cruciale e che pipa, è quella di Sherlock Holmes! Come per dire: ti sto per scoprire! È così che funziona tra regista e attori, infatti dopo era Waltz che ci teneva a specificare: io non fumo la pipa, è solo un trucco!

 

Bombolo

Eli Roth: Nel film parlo un po di italiano, ma vi confesso una cosa: ho studiato in una prestigiosa accademia, che è la scuola di Bombolo! Sono un appassionato di questo genere di commedia, di Alvaro Vitali, Lino Banfi, Lando Buzzanca, Edwige Fenech e Barbara Bouchet. W la foca è uno dei capolavori assoluti del cinema italiano!

 

Internazionalismo

QT: Sono americano, ma non sono un cineasta americano, faccio film per il pianeta Terra. LAmerica è solo una parte del mercato. Sono influenzato da qualsiasi tipo di cinema e di qualsiasi nazione, assorbo tutto come un aspirapolvere, dai b-movies ai film dautore. Se prendete il mio primo film, Le iene, ci ritrovate dentro tutte queste influenze i film di Fernando Di Leo, i film giapponesi sulla Yakuza, i gangster movie di Jean-Pierre Melville , non potrò mai fare una pellicola soltanto allamericana, ed è per questo che in ogni paese del mondo il pubblico può ritrovare elementi della sua cultura e cinematografia, appassionandosi ad aspetti completamente diversi.

 

gio, 1 ott 2009 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Quentin Tarantino  Movies

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Commenti

  • danka
    danka
    1 ottobre 2009, 17:06
    Film geniale, che mi ha fatto rinnamorare di Tarantino! Esilarante, scanzonato ma forte e provocatorio allo stesso tempo, con scene da cardiopalma dirette in modo magistrale e con uno stile davvero nuovo. Pitt grandioso, ma resta indelebile l'attore che impersona il tedesco cattivo, che infatti vinse anche a Cannes. Ora voglio proprio vedere come sarà accolto dal pubblico italiano...

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