Alatriste: il destino di un attore

Cappa e spada in versione spagnola. Il regista Agustín Díaz Yanes si lancia nellavventura storica di Alatriste, in Italia Il destino di un guerriero, affidandosi a uno spadaccino già collaudato al cinema: Viggo Mortensen, ex Aragorn de Il Signore degli Anelli.

 

Viggo Mortensen nel ruolo di Diego Alatriste

 

Cosa ti ha fatto innamorare del film?

Innanzitutto, mi è piaciuta la storia. È ambiziosa, molto complicata, ed è tratta da libri molto conosciuti in Spagna, di Arturo Pérez Reverte, la serie di romanzi sul Capitano Alatriste. Molte sceneggiature, e quindi film, partono bene, vai al cinema e i primi 10 minuti sono fantastici, ma poi, quando ci sono tanti personaggi, come in questa storia, il film non regge. Ci sono certe scene in cui dici: Non è verosimile, non ci credo. Oppure il finale è bruttissimo. Quando invece ho letto questo copione ho pensato: Questa è una storia meravigliosa. Parla di un periodo storico poco esplorato, anche se l'impero spagnolo è durato a lungo ed è stato il primo vero impero globale. Sia l'Europa che il mondo di oggi hanno subito linfluenza di quel periodo. Come attore invece ho pensato che il mio personaggio è molto interessante perché vede il buono e il cattivo della società spagnola, ha amici tra la nobiltà e nei ceti più bassi, è un soldato e anche un mercenario, ma ha una certa cultura, una nobiltà d'animo. In una scena c'è un famoso quadro di Velazquez, Lacquaiolo di Siviglia, con una brocca d'argilla che suda una piccola goccia d'acqua. Ancora oggi se vai a vedere il quadro al museo troverai quellimmagine perfetta. Ma Alatriste non guarda soltanto. Vuole toccare questa goccia d'acqua.

 

Si riconosce nel personaggio di Alatriste?

Mi riconosco nella sua naturale curiosità. Apprezza le persone che sanno scrivere bene e dipingere, anche se non è capace di farlo, ma si impegna per migliorarsi. Ho questo in comune con lui. Ovviamente non ho ucciso nessuno con la spada, e non vorrei mai. Il film poi parla soprattutto del senso dell'orgoglio, a partire da quello di unintera nazione, fino a quello delle persone. A volte lorgoglio militare, che non ti fa mai tirare indietro, può essere molto stupido. L'orgoglio nel rapporto a due invece si riscontra in tutti i personaggi. È un problema serio, per l'individuo e per la società. Per esempio nel mio rapporto con María de Castro, l'attrice interpretata da Ariadna Gil, l'uomo e la donna hanno lo stesso problema: non dicono ciò che sentono davvero, perché c'è la paura di essere respinti, e questo è un problema in cui tutti possono identificarsi, sempre. È bellissimo il modo in cui il regista mette in scena questi rapporti. Alatriste all'inizio sembra una persona molto dura. E lo è. Ma c'è una parte di lui che non è così. È duro con la sua donna, lo è sicuramente coi nemici. È duro persino con gli amici: nel rapporto con Copons, interpretato da Eduard Fernández, un grande attore di teatro, forse il miglior Amleto che abbia mai visto. In questo rapporto i due quasi non si parlano. Ma lo spettatore arriva a conoscerli e a capire bene il loro legame. Una storia bellissima, scritta benissimo e diretta ancora meglio. Incredibile.

ven, 6 lug 2007 - articolo di in collaborazione con Coming Soon Television

Tag: Movies  Viggo Mortensen

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