The GO! Team a prova di gioventù

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Thunder Lightning Strike nel 2004 lancia The GO! Team, uno strano combo musicale da Brighton, nel firmamento del pop. La loro musica era, ed è, indefinibile, un vero zibaldone musicale costruito con gusto e intelligenza, segnato da una forte vena scanzonata. Il pubblico li ha premiati con 250mila copie vendute, la critica con un Mercury Music Prize sfiorato. Tre anni dopo, quindi con tutta calma (anche se sono in perenne tour) i GO! Team bissano con Proof Of Youth, un disco che percorre i sentieri musicali dellesordio, ma con in spalla uno zaino diverso, più ricercato: un po meno freschezza, ma maggiore cura. Ecco come Ian Parton, leader del gruppo, e Ninja Mc, la rapper di colore, raccontano il nuovo lavoro.

 

Solitamente esce il disco e poi si fa il tour. Voi avete invertito le cose, come mai? E qual è stata la reazione del pubblico?

Ian Parton: Lo abbiamo fatto per una questione di tempo. La realizzazione di questo secondo lavoro è stata molto lunga e complessa, iniziata ad agosto del 2006 e finita a maggio. Noi eravamo costantemente in contatto con i nostri fan tramite internet e ci siamo accorti che spesso chiedevano di vederci suonare dal vivo. Così abbiamo deciso di accontentarli e di fare una sorta di mini tour promozionale, con il disco ancora da finire. E comunque è il modo migliore per promuovere la propria musica, presentare le canzoni alla gente.

Ninja: Certo, quando proponevamo quelle nuove, lattenzione del pubblico era diversa. Questo ci ha permesso di capire alcune cose sul disco in lavorazione e correggere dove era necessario.

 

Cosa raccontate a proposito del vostro stile musicale?

Ian: Musicalmente mi piacciono i contrasti, le cose che combattono tra loro, apparentemente inconciliabili. Così è nato il nostro stile, molto composito e ricco di differenti elementi. Sostanzialmente ci puoi ritrovare dentro lo stile anni 60, il primo hip-hop, chitarre noise, colonne sonore. Io ascolto di tutto, e tutto ciò che musicalmente mi piace mi stimola a scrivere.

 

A proposito di composizione però questo disco è stato più corale. Giusto?

Ian: Sì. Per Thunder Lightning Strike avevo fatto praticamente tutto io, da solo: dalla composizione agli arrangiamenti. Da allora la band è cresciuta, sono cambiati i rapporti interni. Così per Proof Of Youth abbiamo lavorato più come una band. Io ho scritto il materiale, ma gli arrangiamenti e lelaborazione sono stati comuni.

 

È stato un album difficile da realizzare?

Ian: È stato difficile soprattutto perché ci sono moltissimi strumenti, un mare di sovraincisioni. È molto ricco nei suoni, più del precedente dove avevamo usato anche molta elettronica. Qui invece, dopo la lunga esperienza live, avevamo voglia di suonare tutto noi.

Ninja: Abbiamo trascorso molto tempo in studio. Altri gruppi dicono che stare in sala dincisione per troppo tempo è noioso. Invece per noi non è stato così, ci siamo divertiti un sacco!

 

Non come stare in tour però!

Ninja: No, certo! Sul palco è tutto differente, ci divertiamo veramente. Ci siamo sempre considerati una live band e fare dischi per noi è un modo per poi andare a suonare dal vivo.

 

In questo disco, come nel precedente, ci sono brani strumentali. Che differenza cè tra una canzone con il testo e una senza?

Ian: Nessuna. Pensiamo che la musica sia la cosa principale. Se riusciamo a trovare delle parole adatte, e ci riusciamo spesso, le usiamo, altrimenti possono andare bene anche i pezzi strumentali. Limportante è il feeling, le emozioni che arrivano. Tra le nostre influenze ci sono anche le colonne sonore, che sono strumentali. È vero, accompagnano delle immagini, ma a volte riescono anche ad avere una vita propria.

 

Avete iniziato a registrare dopo il tour con i Flaming Lips e i Sonic Youth. Che esperienza è stata?

Ninja: Fantastica, ci hanno insegnato un sacco di cose, soprattutto lumiltà. I Sonic Youth erano per me una sorta di leggenda musicale vivente. Mi aspettavo di trovare delle star e invece sono dei ragazzi assolutamente normali. Spesso si mettevano ad ascoltare i nostri concerti e applaudivano come il pubblico. Questo lo hanno fatto anche i Flaming Lips. Era una vera emozione vederli lì!

ven, 14 set 2007 - articolo di Luca Trambusti

Tag: GO! Team

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