Gossip: music for (wo)men only

Bastano poche parole per descriverla: sagace, sfacciata, esplosiva, loquace, solare, (auto)ironica. È l’identikit di Beth Ditto, l’irruente frontwoman dei Gossip e protagonista assoluta dell’incontro con la stampa che si è tenuto a Milano in occasione della presentazione dell’opera terza, Music For Men, l’album prodotto da Rick Rubin (leggi la recensione). Insieme ai soci Nathan Howdeshell, aka Brace Paine, e Hannah Blilie – decisamente più taciturni e contenuti – la Ditto ha dato una lezione di musica gay-friendly e di vita (inteso come smania di vivere e di trasmettere vita) mettendo in mostra tutta la sua effervescenza XXL.

 

Come è stato lavorare con un produttore come Rick Rubin?

Beth Ditto: È stato incredibile! La cosa più bella del lavoro con Rick è la libertà che ti dà e la sua apertura mentale; il fatto che sia cresciuto a New York lo rende un produttore senza alcun tipo di pregiudizio musicale. Non è uno che ti impone delle direttive e delle idee. Ti lascia essere esattamente come sei.

Hannah Blilie: Lavorare con lui è stata una delle esperienze migliori che abbiamo avuto a livello personale e professionale. È un tipo molto tranquillo, ti mette subito a tuo agio ed è stato assolutamente di sostegno per noi.

 

Come nasce questo disco?

Beth Ditto: Non saprei spiegarti il processo creativo. Nel caso di questo album, una volta che avevo finito di scrivere le canzoni ho avuto la sensazione di dover rifare tutto da capo. A volte però i pezzi escono in maniera spontanea ed è il momento che mi piace di più del mio lavoro. Music For Men è sicuramente un disco che parla d’amore. Amore è la parola che ritorna sovente anche nei titoli. A dire la verità non so da dove esca tutto questo romanticismo!

 

Perché si intitola “musica per uomini”?

Beth Ditto: Forse perché non ci piacciono le donne? A parte gli scherzi – perché io ovviamente amo le donne – ci è sempre piaciuto essere ironici, soprattutto per sdrammatizzare nel parlare di certi argomenti. Il titolo nasce da una mia battuta femminista e vuole essere una provocazione nei confronti di un mondo dominato dagli uomini e di una società patriarcale.

 

Che rapporto hai con gli uomini?

Beth Ditto: Non credo la domanda sia se mi piacciano gli uomini, piuttosto se a loro piaccia io! Credo tuttavia di essere la migliore amica che un uomo possa desiderare. Sono molto vicina al mondo degli uomini, ho uno splendido rapporto con loro, sebbene pensino che una donna grassa, lesbica e femminista come me non lo possa essere. Sicuramente amo i gay di tutto il mondo, anche quelli che ancora non sanno di esserlo.

 

Voi che avete girato il mondo con la vostra musica, che idea vi siete fatti del vecchio mondo rispetto all’America?

Brace Paine: Be’, in America al massimo puoi dire: “Hey, guarda quel McDonald’s, ha vent’anni!”, mentre in Europa ci sono delle costruzioni meravigliose e antichissime! È facile rimanere impressionati dall’architettura e dall’arte europea.

Beth Ditto: Da noi c’è la cultura opposta, di distruggere le cose vecchie per ricostruirle. Da voi invece c’è un interesse culturale molto forte. Voi le vostre cose le restaurate perché ne capite l’importanza.

 

Hai avuto da ridire sul fatto che va bene se Katy Perry canta I Kissed A Girl and I Loved It, ma che non sarebbe altrettanto ok se un uomo cantasse I Kissed A Man and I Loved It.

Beth Ditto: E se un uomo cantasse “ho baciato una donna e non mi è piaciuto”? Ho già detto quello che avevo da dire su questo argomento. Per quanto mi riguarda, io amo essere gay e né io né i miei compagni di band abbiamo problemi a dichiararlo apertamente. Certo, quando fai outing c’è il rischio che la gente si concentri solo su quell’aspetto della tua persona. Tuttavia la comunicazione è fondamentale e l’aver raggiunto il successo come gruppo ci permette di parlare ai tanti ragazzi di provincia che non si sentono accettati. Trovo che questo sia il momento perfetto per vivere apertamente la propria sessualità, considerato che il clima politico in America è cambiato; anche se io ho scelto di vivere a Portland perché è una città piena di lesbiche. Ci sono tantissimi gay e la vita è molto vivace e attiva. Allo stesso tempo siamo consci della responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro pubblico.

 

Nel giornalismo il gossip è un altro modo di fare comunicazione. Cos’è che volete comunicare al pubblico?

Hannah Blilie: Come ha già detto Beth, con la nostra musica vorremo raggiungere quei ragazzini di provincia che si sentono alienati e che hanno difficoltà a trovare il loro posto nella società. Noi eravamo come loro ed è stato grazie a band come i Nirvana e i Sonic Youth che siamo riusciti a non sentirci degli outsider solo perché la gente ci considerava “diversi”. Ci hanno ispirati a essere noi stessi.

Beth Ditto: Essere un teenager ai nostri tempi non è stato affatto facile. Abbiamo dovuto darci da fare per trovare qualcosa di interessante che fosse vicino alla nostra sensibilità. Senza i Nirvana o i Sonic Youth saremmo stati persi. Mi sento così fortunata di essere quella band oggi per i ragazzi che vivono le stesse difficoltà che abbiamo vissuto noi da giovani. E magari nel mio caso poter essere d’aiuto a qualche ragazza grassa che desidererebbe formare un gruppo e sfidare il mondo.

 

Oltretutto ora che siete diventati un gruppo mainstream è più facile veicolare il vostro messaggio.

Beth Ditto: Essere una band mainstream rappresenta un'enorme opportunità in questo senso. È anche vero però che non ci sembra possibile e sappiamo che il successo non dura in eterno. Io l’ho sempre detto e continuo a ripeterlo: quando non sarò più in grado di sostenermi con la mia musica – e potrebbe succedere presto – mi metterò a fare la parrucchiera!

 

Nel frattempo, cosa provi a essere diventata un'icona della moda?

Beth Ditto: Chi te l’ha detto? E comunque hai visto la mia faccia? Sinceramente non so perché mi abbiano nominata icona della moda. Faccio shopping dove capita, persino da Walmart, e indosso qualsiasi cosa, che sia griffata o no, non importa. Ho sempre avuto una passione per gli abiti, questo sì, sin da quando ero bambina; quando mi invitavano alle feste mi facevo portare da mia madre a comprare un nuovo vestito. Tant’è vero che se mai mi sposerò lo farò solo per poter indossare l’abito da sposa!

 

Di recente sei finita sulla copertina di una rivista. La foto ti mostra nuda, è stata ritoccata?

Beth Ditto: Se hanno usato Photoshop lo hanno fatto solo per rendermi più grassa di quello che sono! Penso che quella foto sia incredibile e ti dirò di più: quanto alle tette, è tutta roba mia. Nessun tipo di ritocco in quella zona!

mar, 21 lug 2009 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

Tag: The Gossip

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