Le immagini di Katie Melua

23 anni appena compiuti e un successo planetario. Katie Melua è di origini georgiane ma trapiantata in Gran Bretagna, paese dal quale il suo stile pacato, elegante e raffinato è partito alla conquista dellEuropa, facendosi conoscere anche oltreoceano. In Italia la bella cantautrice anche poliglotta, conosce tre lingue e imita tutti gli accenti irlandesi! ha fatto un po più di fatica, persino con il pluripremiato precedente album Piece By Piece: ecco perché forse ci tiene tanto a raccontarci lultima fatica, Pictures.

 

Comè nato questo album?

Io e Mike Batt, il mio manager, produttore, coautore e musicista, avevamo deciso di lavorare ancora insieme anche a questo terzo disco ed inizialmente avevamo pensato di ispirarci a Tarantino e ai film dellorrore, genere di cui io sono una fan scatenata. In partenza Pictures doveva essere un concept album, una colonna sonora di un film di Tarantino, ma poi ci siamo accorti che stavamo andando in direzioni diverse, che la cosa non funzionava, allora abbiamo lasciato andare il progetto per altre strade, conservando solo alcune delle idee di origine. Al disco hanno partecipato grandi musicisti come Chris Spedding alle chitarre, Henry Spinetti (alla batteria anche con Eric Clapton, ndr) e Ray Cooper (a lungo percussionista con Elton John, ndr). Comunque vada io e Mike dopo questo disco ci separeremo, perché lui vuole seguire altri progetti, nuovi artisti da lanciare, un po come ha fatto con me. Gli devo moltissimo, resterà il mio manager e il mio discografico, ormai siamo un team molto affiatato anche dal punto di vista creativo. Però voglio iniziare a camminare da sola, voglio crescere.

 

A proposito di Tarantino: nel recente passato hai anche fatto unapparizione cinematografica nel suo film Grindhouse. Pensi di ripetere questa esperienza?

No, assolutamente! Amo troppo la musica, è la cosa che so fare e voglio continuare in questo senso. Non ci si può improvvisare attori, come non ci si può inventare cantanti: per farlo bisogna impegnarsi per molto tempo e io non ho voglia di dedicarmi alla recitazione.

 

E il lavoro in studio? Quanto ti pesa registrare un disco?

Mi piace stare in studio, ma anche suonare dal vivo. Lunico problema dei tour è che non hai tempo per visitare i posti dove suoni. In passato mi pesava molto di più fare le sedute fotografiche o gli incontri con la stampa. Oggi sopporto meglio, è parte del mio lavoro e quindi affronto questi momenti con serenità.

 

La delicatezza dei tuoi album resta tale anche dal vivo o preferisci presentarti in altre vesti?

Non mi piace fare le stesse cose in studio e sul palco. Li considero due momenti differenti, con esigenze diverse, e così dal vivo il mio stile cambia, si carica di energia e il ruolo delle chitarre diventa fondamentale. Ovviamente non stravolgo tutto, sostanzialmente resto vicina allalbum.

 

Come ci si sente ad essere una million seller e come gestisci il successo?

È una sensazione molto bella. Il primo album è stato difficile, ma poi sono stata maledettamente fortunata ad arrivare dove sono, anche se non ho imparato subito a convivere con la popolarità. Spesso si ha la tendenza a pensare che il successo sia sempre emozionante, eccitante, porti alla bella vita, ma non è proprio così, capita anche di trovarsi in difficoltà e molti artisti non vivono questa situazione con serenità. A me non è successo, per questo mi ritengo fortunata. Non so perché la gente sia così affezionata a me, io scrivo solo canzoni, evidentemente riesco a comunicare qualcosa che la gente capisce e gradisce. Mi fa estremamente piacere che esista questa connessione con gli ascoltatori, il mio obiettivo è proprio quello di trasmettere emozioni e sensazioni diverse: ci possono essere canzoni tristi, allegre, arrabbiate, ma tutte dettate da unemozione.

 

Lalbum si chiude con In My Secret Life, una cover di Leonard Cohen. Come mai questa scelta?

Conoscevo quella canzone da quattro o cinque anni e lho amata da subito: per questo ho deciso di cantarla in studio. Quando ho finito di realizzarla mi sembrava di avere di fronte uno specchio che rifletteva la mia immagine. Quella canzone, che parla del tuo essere giovane, della voglia di cambiare il mondo, dellidea che hai di te stesso e del tuo presunto anticonformismo, mi sembrava riflettesse in pieno ciò che volevo dire.

 

Cosa ricordi della tua crescita musicale?

Sono cresciuta negli anni 80, con MTV e quel mondo musicale fatto di pop e hiphop da cui, come tutti i giovani, ero affascinata. Non avevo mai ascoltato i Beatles ad esempio, perché quella era la musica dei miei genitori. Ma la scoperta incredibile e fondamentale per me è stata Eva Cassidy (artista americana scomparsa il 2 novembre del 1996, a soli 33 anni, ndr), grazie a lei ho capito la semplicità e la naturalezza della musica per chitarra e voce, che non si basa quindi sul ritmo o sulla produzione. Da lì sono risalita ad artisti come Simon & Garfunkel e cantanti jazz come Ella Fitzgerald e Billie Holiday.

ven, 9 nov 2007 - articolo di Luca Trambusti

Tag: Eric Clapton  Leonard Cohen  Quentin Tarantino  Katie Melua

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