Tiromancino, ritorno alle origini

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Lenergia del live nella sua dimensione quasi primordiale. Distanze annullate, tanti dettagli da cogliere, suoni meno amplificati e più diretti: i Tiromancino tornano ai club, per un tour intimo e a misura duomo che farà la gioia soprattutto dei fan della prima ora. E a quanto pare anche di Federico Zampaglione.

 

Dopo cinque anni di grandi spazi all'aperto e palazzetti hai deciso di tornare a suonare nei club. Come mai questa scelta?

In fondo io provengo da quei palchi e amo quelle atmosfere sgangherate che solo i club possono offrire. Ci ho pensato spesso in questi anni, la dimensione del locale mi mancava, tant'è che ho formato i Blackmailers proprio per riviverla. Gli spazi più grandi sono belli e ti fanno anche capire quanto tu sia cresciuto ma alla fine io appartengo al mondo dei locali e sono contento di imbarcarmi in questo viaggio che in qualche modo mi riporterà agli esordi. Per l'occasione abbiamo cambiato un po' la scaletta. Alcuni pezzi saranno molto più tirati. Il concerto adesso è decisamente sparato, molto rock.

 

Cosa ti aspetti dalla data romana?

Il Piper è un posto che da ragazzino frequentavo molto, ci andavo a ballare tutti i sabati. È un luogo strano, per quanto mi riguarda, perché pregno di ricordi della mia adolescenza. Mi diverte il fatto di andarci a suonare, mi fa ripensare agli anni '70. Non so cosa aspettarmi, generalmente il mio obiettivo quando suono è di divertirmi e di divertire il pubblico, ritrovare magari le persone che non vedo da anni. Anche i componenti della band, da buoni vecchi localari, la pensano come me.

 

Hai qualche particolare rito scaramantico prima di un concerto?

No, di solito mi faccio un goccio per essere un po più sciolto, a volte una cannetta e via.

 

Una volta ci hai detto che ruberesti ad altri musicisti queste capacità: il groove di Dr. Dre, la costanza di Tom Waits e i balletti di Jamiroquai, agli antipodi della tua staticità. La pensi ancora così?

Sì, penso di essere rimasto tale e quale. Alla fine però ho accettato questa mia caratteristica. Insomma, non sarò mai un Jovanotti, non salterò mai come fa lui. Anche se penso di muovermi di più, rispetto agli esordi. Chissà, magari a sessantanni avrò una gestualità più da rockstar.

 

Qual è stato fino ad ora il tuo concerto più emozionante?

Difficile dirlo, perché ogni concerto ha una sua storia. Ricordo quando uscì La descrizione di un attimo, che inizialmente fu un flop. La casa discografica ci mise da parte, così puntammo solo sul tour, ma anche quello andò male. Dopo l'uscita del video la gente iniziò a cantare i nostri pezzi dal vivo e nel giro di due settimane La descrizione di un attimo era diventata linno nei nostri concerti. È stato anche molto emozionante tornare a suonare con mio fratello Francesco, che quest'anno, come Jack Frusciante, è rientrato nel gruppo.

 

Come vivevi il palco quando hai iniziato a fare musica, e cosa è cambiato da allora?

Ero terrorizzato. Ogni volta me ne stavo quaranta minuti chiuso nel camerino. Con gli anni sono diventato più sicuro di me, in fondo sono passati quasi due decenni dagli esordi e per fortuna non ho mai avuto un vero e proprio panico da palco.

 

L'ultima classifica della rivista Forbes dice che i musicisti che hanno guadagnato di più nell'ultimo anno sono i Rolling Stones, soprattutto grazie al loro tour mondiale

Beati loro! Tanti auguri ai vecchi Stones, speriamo che prima o poi ci invitino a un party in piscina in una delle loro ville faraoniche.

 

È giusto secondo te che oramai gli artisti guadagnino molto più con i concerti che con la vendita dei dischi?

Se è giusto non lo so, ma è questo il trend. Per fortuna, almeno per il momento, il live non può essere clonato insieme al musicista in un'entità virtuale. Altrimenti scaricherebbero anche quello! Con la pirateria il disco è diventato un oggetto d'antiquariato, ancora un paio di anni e vedrai che diventerà un gadget.

 

Qualche anticipazione sul tuo prossimo disco.

Sarà proprio un live, non ha ancora un titolo, ma ti posso dire che conterrà ventitrè brani, tra i quali una cover di Sunshine Of Your Love dei Cream. Lo abbiamo registrato quest'estate nel corso delle date a Roma, Pomezia e San Vincenzo, nei pressi di Livorno. Sono molto soddisfatto perché è un album molto potente, interamente suonato dal vivo senza sequenze e possiede tutta

l'energia del live.

ven, 7 dic 2007 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

Tag: Tiromancino  Federico Zampaglione

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