Tim Burton, il diabolico cineasta di Burbank

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A Venezia, dove lo scorso settembre era stato premiato con il Leone d'Oro alla carriera, non aveva voluto dare anticipazioni sul nuovo film. "Siamo ancora in piena lavorazione e, al di là del fatto che si tratta di un horror musicale, non so ancora se sarà una commedia o un film drammatico" aveva detto Tim Burton. "Se lo sapessi comunque non lo direi per non creare false aspettative". Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street è l'adattamento di un musical di successo degli anni '70, vincitore di otto Tony Award, scritto da Hugh Callingham Wheeler e musicato da Stephen Sondheim. Il cineasta di Burbank, California, trasforma la grottesca storia di un serial killer che uccide per vendetta in un omaggio a Fellini, affidando il libretto di Wheeler alle ugole dell'amico Johnny Depp e della consorte Helena Bonham Carter. E ci racconta tutto sulla lavorazione.

 

Il lavoro di Dante Ferretti, candidato all'Oscar.

Ho voluto al mio fianco lo scenografo di Federico Fellini per il suo incredibile contributo a film come Prova d'orchestra, E la nave va, Ginger e Fred. Con Sweeney Todd ho voluto rendere omaggio a Fellini e Ferretti, più di chiunque altro, conserva in sé lo spirito felliniano che poi riesce a trasfondere nelle scene. Ormai è abituato agli Oscar mentre Johnny, che ha avuto la nomination come miglior attore, è già in ansia all'idea di partire per Hollywood.

 

Comè stato lesordio di Depp come cantante?

Quello che mi piace di Johnny è che non ha mai paura di mettersi alla prova. Ha una maniera tutta sua di calarsi nel personaggio creandolo a sua immagine e somiglianza. È un attore tremendamente versatile. In Edward mani di forbice non parlava, in Ed Wood non smetteva di parlare e in Sweeney Todd canta. Potrebbe interpretare qualsiasi ruolo. Forse si tirerebbe indietro solo di fronte a un balletto!

Dalle favole al musical: evoluzione di un mondo visionario.

Da bambino non leggevo favole, mi piacevano molto di più i film sui mostri. Ammetto però che ho sempre amato il simbolismo delle fiabe folcloristiche. Spesso utilizzo i simboli come i puntini o le spirali in maniera del tutto inconscia. Hanno un significato intimo per me, ma non ho mai esaminato questo meccanismo in maniera intellettuale. Per me la spirale ha sempre rappresentato qualcosa di ipnotico, una porta che apre la strada al mistero. Non sono neanche mai stato un grande fan del musical come genere  cinematografico, ma con Sweeney Todd si è trattato di affrontare una sfida molto interessante, ovvero di mescolare l'horror al musical. Lo abbiamo prodotto come si faceva ai tempi del cinema muto. Sul set avevamo un'orchestra che suonava e gli attori recitavano al ritmo della musica.

L'espressionismo dell'horror.

Per me l'horror deve essere espressionista, una specie di catarsi. In Sweeney Todd non c'è niente di realistico, neanche il sangue che scorre a fiumi. È un simbolo dei tempi moderni, come la guerra in Iraq o l'atteggiamento dell'industria hollywoodiana dove vige la regola "mangiare o essere mangiati". Mi sono ispirato al cinema di Mario Bava, al musical di Broadway e del West End, e al melodramma decisamente macabro e violento del teatro granguignolesco.

Sweeney Todd come Edward mani di forbice?

Ai tempi di Edward mani di forbice ero molto più ottimista. A differenza di quel personaggio così innocente, Sweeney è decisamente più arrabbiato e, come me, tende a interiorizzare tutto, a essere chiuso, solitario. Sicuramente dieci anni fa questo film sarebbe stato diverso. Ma oggi sono portato a vedere il lato triste delle cose, in me prevale il senso della perdita.

Perché Helena Bonham Carter nel ruolo di Mrs. Lovett?

Helena ha fatto un'audizione proprio come una qualunque altra attrice. Dopo averla vista ho continuato a vagliarne altre. Detta così potrebbe sembrare squallido, visto che si tratta della mia compagna, ma volevo essere sicuro che fosse davvero giusta per la parte.

 

Come si adatta un musical al grande schermo?

Il cinema, a differenza del teatro, ti offre una grande opportunità: avvicinarti agli attori e cogliere le emozioni dai loro sguardi. Ho sempre amato l'espressività interpretativa delle leggende dell'horror e dell'era del muto come Peter Lorre, Lon Chaney o Boris Karloff. Non ho mai pianificato di dirigere Sweeney Todd, ma sono felice che sia successo. Quando lo vidi a teatro, ventotto anni fa, mi spiazzò totalmente, non avevo mai visto un musical che combinasse così tanti elementi insieme. Rimasi così colpito che tornai a vederlo per due sere di fila. Non è stato semplice da adattare, e poi ho reso il lavoro ancora più difficile scegliendo tutti attori che non sono cantanti.

Sweeney Todd spezza la tradizione del connubio Burton/Elfman.

Nel caso di questo film la colonna sonora esisteva già. Credo comunque che a Danny piacerà molto perché Sondheim mi ha rivelato che ha composto lo score nella maniera in cui l'avrebbe fatto Bernard Herrmann, uno dei miti di sempre di Danny. Quando abbiamo registrato la parte orchestrale, prima che venissero aggiunte le voci, si poteva realmente sentire quel gusto tipicamente "old fashion" che possiede anche Elfman.

ven, 8 feb 2008 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

Tag: Movies  Tim Burton  Johnny Depp  Helena Bonham Carter  Danny Elfman

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