Queen: il musical sbarca in Italia

Brian May e Roger Taylor presentano la versione italiana di We Will Rock You

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Musical! Parola che da un po' di tempo in Italia è sinonimo di successo. Dopo anni di declino è stato Riccardo Cocciante, con il trionfo mondiale di Notre Dame, a riportare in auge anche da noi un genere in bilico tra teatro e musica che allestero ha sempre avuto ottimi riscontri. Senza contare il recente successo di Mamma Mia! (con le musiche degli Abba) che ha ulteriormente rafforzato l'interesse di pubblico e critica.

 

Tra i grossi calibri che si sono dedicati al musical ci sono anche i Queen, che a partire dal 2002 hanno messo in scena uno spettacolo dal nome We Will Rock You. Da allora sono nate 14 produzioni internazionali, a cui hanno assistito circa 8 milioni di persone. Non è un vero e proprio musical dice il regista Maurizio Colombi, che ha all'attivo anche la messa in scena di Peter Pan — è uno spettacolo rock. E io mi sto adattando a questo stile. La storia non ha niente a che vedere con la vita dei Queen, ma solo con la loro musica: si svolge 300 anni nel futuro, in un luogo una volta chiamato Terra, ora diventato pianeta Mall, dove il rock è bandito e i suoi seguaci vivono in clandestinità.

 

Dal 4 dicembre 2009, al Teatro Allianz di Milano, arriverà anche la produzione italiana (curata dalla Barley Arts di Claudio Trotta). Per il lancio di questo spettacolo sono arrivati a Milano proprio loro, i due Queen originali ancora superstiti nella band di oggi: Brian May, riccioluto e inossidabile chitarrista/astrofisico, insieme al batterista Roger Taylor.

 

Qual è il vostro rapporto con l'Italia e cosa vi aspettate dalla produzione italiana di We Will Rock You?

Brian May: Il nostro rapporto con il pubblico italiano è esplosivo! Abbiamo sempre avuto dei bellissimi ricordi e fatto grandi concerti. Per quanto riguarda la produzione italiana del nostro musical, ieri abbiamo partecipato ai casting di selezione e abbiamo riscontrato una grande preparazione e una fortissima energia da parte dei candidati.

Roger Taylor: Il vostro pubblico è il più intonato che conosciamo, quello che canta le canzoni dei Queen meglio di ogni altro! In particolare l'ho sentito nell'ultimo recente tour in Italia. Anche il livello artistico è altissimo, i cantanti e i musicisti italiani hanno passione e talento.

 

Cosa ne pensate delle vostre numerose cover band? Per il casting avete preso in considerazione soltanto loro?

RT: Siamo molto orgogliosi di avere così tante cover band, molte di queste hanno un'elevata preparazione tecnica. Non abbiamo comunque richiesto solo loro per il casting: tutti quelli che volevano potevano partecipare.

 

Come spiegate il successo di questo musical?

BM: Non lo sappiamo! L'idea originaria è nata nel 1996, quando volevamo provare qualcosa di nuovo e il nostro manager Jim Beach ci propose questo progetto, che lui voleva fortemente. All'inizio abbiamo pensato a una biografia di Freddie Mercury, ma non funzionava, quindi abbiamo cambiato impostazione. Invece di parlare del passato, ci siamo rivolti al futuro. È anche un invito per i più giovani a guardare e riscoprire il rock. Il risultato è uno spettacolo tutto suonato e cantato dal vivo, senza l'ausilio dell'hard disk e di registrazioni.

RT: Musicalmente c'è la volontà di mischiare il rock con le atmosfere tipiche del musical. La spiegazione del successo potrebbe stare nel fatto che nella nostra musica c'è sempre stato un approccio teatrale molto forte.

 

Quanto sono importanti la storia e la musica in questo spettacolo?

RT: Entrambe sono importanti, la loro perfetta alchimia rende bello lo spettacolo. La storia non reggerebbe senza le musiche e viceversa le musiche da sole sarebbero un concerto dei Queen suonato da una tribute band!

 

Come mai non ne siete voi stessi i protagonisti?

RT: I musicisti che pretendono di fare gli attori sono un disastro e ce ne sono già a sufficienza!

BM: La nostra partecipazione è totale, in tutto il mondo, siamo pienamente coinvolti nel progetto, abbiamo curato gli arrangiamenti, appena possiamo partecipiamo ai casting e diamo la supervisione per le traduzioni (le canzoni restano in inglese mentre i dialoghi sono in italiano, ndr).

Claudio Trotta, il produttore italiano: I Queen hanno partecipato alla fase finale dei casting italiani e lo hanno fatto da artista ad artista, dando suggerimenti e consigli a tutti i giovani che sono stati provinati direttamente da loro.

BM: Ci piace lavorare in maniera molto stretta con chi collabora a questo progetto: i vari registi, gli scenografi e tutti quelli impegnati. Ci sentiamo una grande famiglia allargata. Siamo molto grati al regista italiano che sta facendo un bellissimo lavoro per rendere speciale anche l'edizione italiana. In occasione di ricorrenze ed eventi speciali saliamo sul palco anche noi come special guest: ovviamente il 4 dicembre saremo alla prima di Milano.

 

E in quanto Queen? Come procede la vostra carriera?

BM: In questo periodo siamo più impegnati sul musical che sulla carriera dei Queen. Non vogliamo stare tutto il tempo in tour, però ritorneremo presto a fare dei live!

RT: No, ti prego non subito!

BM: Ci impegneremo anche in un nuovo disco, ma entrambi facciamo anche tante altre cose. Io ad esempio ho appena pubblicato un libro di fotografia.

 

Cosa ricordate del vostro concerto a Roma il giorno dopo la morte di Giovanni Paolo II?

BM: Fu una strana esperienza. Ricordo che siamo stati in dubbio se farlo fino all'ultimo, ma noi siamo intrattenitori e questo è quello che dobbiamo fare, anche per rispetto del pubblico che aveva reagito bene riempiendo lo stadio. E poi la musica è vita, qualcosa da condividere. Durante il concerto, nella parte più acustica e intima, ricordo di aver detto qualcosa per dedicare quel momento al Papa appena scomparso, ma la gente evidentemente ha frainteso e tutti hanno iniziato a urlare il nome di Freddie!

 

Siete contenti che una delle canzoni più amate dal pubblico del rock sia Bohemian Rhapsody?

BM: Beh, certo! Ognuno di noi ha i suoi miti musicali, e anche a noi fa piacere essere ricordati per le nostre canzoni.

lun, 18 mag 2009 - articolo di Luca Trambusti

Tag: Rock  Queen  Live  Musical

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