Tiziano Ferro: il sole esiste anche per me

Di record in record a 28 anni. L'ultimo disco di Tiziano Ferro, Alla Mia Età, ha venduto in una settimana quello che il precedente aveva fatto in un mese (200mila copie). Merito di una costante crescita e della voglia del cantautore di Latina di contaminarsi con altri artisti. Ma soprattutto, di un equilibrio artistico e personale finalmente trovato.

Con questo disco sembra che il tuo pubblico si sia allargato, come percepisci questo cambiamento?

Mi sento sempre in debito con chi mi viene a vedere o chi vuole incontrarmi. Vorrei ricambiare tutto l'affetto. Ora poi ci sono persone di tutte le età: alcune mi chiedono di scrivere canzoni per favorire ritorni d'amore, altre mi invitano ai matrimoni, mi regalano libri e cioccolata. A me fa piacere, sono tutte testimonianze gratuite.

 

Trovi un tratto comune in quelli che ti seguono?

Il fatto che privilegio i testi, che mi esprimo in un modo analitico, mi avvicina a tutti quelli che la pensano come me. Mi sento investito di una responsabilità, ma scrivo in libertà. Con questo disco affronto diversi temi con più lucidità, viviamo in un mondo di contraddizioni e cerco di trovare spiegazioni e dare significato a ciò che ci succede. In comune col mio pubblico direi che c'è una tenerezza di fondo e la fame di musica in generale.

 

Ci sono solo due artisti davvero conosciuti all'estero come te, la Pausini ed Eros Ramazzotti. Cosa vi differenzia?

Io sono venuto dopo, quindi i nostri vissuti sono diversi. Loro poi esprimono un'italianità che io non ho necessariamente. Con Giusy Ferreri invece abbiamo diversi punti in comune e mi piace la sua capacità di essere grande e umile allo stesso tempo.

 

Alla Mia Età è un disco più solare, cosa c'è dietro questo cambiamento?

Il messaggio è la ricerca dello star bene a tutti i livelli. E se ci si impegna ci si riesce. Almeno per me è stato così, bisogna saper convivere con i propri errori, il percorso è complicato e la quotidianità è solcata dalle difficoltà. Ma non voglio fare un inno alla leggerezza. Canzoni come Il sole esiste per tutti sono nate da queste considerazioni.

 

Perché nei testi ricorrono dei riferimenti al sacro?

Perché col tempo ho sviluppato un rapporto molto naturale con la spiritualità. Frequento ogni tanto le chiese dove mi raccolgo da solo. Ho bisogno di modellare a modo mio la sacralità.

In un altro passaggio dici "Per un po' sparirò". Stai programmando l'uscita di scena?

A volte penso che sarebbe bello sparire e non dar notizie, anche perché sono un artista solista ed è una fatica! Devo rendere conto solo a me e non posso dividere responsabilità. Anche se non so fra 10 anni come sarò.

 

Vivi a Londra da anni, non ti senti distaccato dall'Italia?

Guardo sempre al mio paese, ma se fossi rimasto qui non credo avrei avuto la capacità di scrivere in libertà. Devo poter fare le cose comuni di tutti, avere la tranquillità del giorno per giorno. E poi difficilmente scrivo da recluso, devo poter vivere per comporre.

 

Cosa pensi di un salto nel mercato anglosassone?

Troppo impegnativo per me, magari perderò dei soldi, ma non mi interessa. Dovrei accettare troppe complicazioni per tuffarmi in una cosa del genere e sono contento così.

Nell'album ci sono varie collaborazioni, come mai?

Finchè ci sarà musica ci sarà per me la voglia di sperimentare e confrontarsi, aprirsi agli altri, altrimenti il panorama musicale muore. E poi siamo sempre qui a lamentarci che non succede nulla di nuovo. Per me sono occasioni per crescere. Con Franco Battiato, ad esempio, la voglia di lavorare è nata dopo un lungo periodo di conversazioni, pranzi insieme, discussioni. Ci siamo frequentati perché registrava nello studio vicino al mio. Io a un certo punto gli ho mandato un testo che lui ha riorganizzato e l'abbiamo messo nell'album.

 

Quella canzone, Il tempo stesso, infatti inizia con delle frasi che sembrano uscite dalla sua mente!

È vero, infatti tutti credono che le abbia scritte lui. Ma sono io che mi sono immedesimato nel suo mondo. E abbiamo fatto anche esperienze simili, come cercare di comprendere meglio lo spagnolo, una lingua che entrambi abbiamo studiato.

 

Sei sempre tu a fare gli adattamenti in spagnolo delle tue canzoni per il mercato latino?

Sì e devo stare anche molto attento. Girando mi son reso conto che alcune parole hanno significati diversi nei vari paesi dove si parla la stessa lingua. A volte il significato è addirittura opposto! Ma è una cosa fondamentale per me, è uno degli aspetti di questo lavoro che prendo con più passione.

 

Come hai coinvolto Kelly Rowland in Breathe Gentle, la bonus track dell'album?

Lavorava in America nello stesso posto dove mi trovavo io, e ha accettato di buon grado. È una professionista, talentuosa e gentile. Stava molto attenta alla pronuncia in italiano e aspettava sempre conferma da me, un grande attestato di fiducia. Non credo lavori molto diversamente da Mina, con cui ho registrato un duetto l'anno scorso.

 

Com'è andata a Lugano?

Mina è molto simpatica e molto diretta. Ho chiesto di cantare da solo perché il solo pensiero di incidere davanti a lei mi bloccava! Però ci siamo incontrati quando le ho portato i nastri ed è stato uno spasso. È davvero una Mina che pochi conoscono, morivamo dalle risate. Come dice il figlio, di Mina parlano solo quelli che non la conoscono. Ed è vero.

Anche tu come lei sei oggetto di imitazioni spassose, ti divertono?

Non vedevo l'ora che me le facessero! Ma rispetto a Mina, che nessuno vede da anni, le mie sono più fondate su alcuni aspetti del mio personaggio pubblico. Comunque su YouTube c'è anche un filmato dove io imito il mio imitatore!

mar, 23 dic 2008 - articolo di Christian D'Antonio

Tag: Tiziano Ferro  Pop

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