Roy Paci: il giramundo


Il suono della sua tromba è conosciuto in tutto il mondo da quando ha aggiunto un tocco di sana follia alla musica e ai live di Manu Chao. In Italia era già protagonista della scena indie finché non è esploso come ospite fisso a Zelig, insieme ai suoi Aretuska. Circense, illuminato, re degli improvvisatori: i molti talenti di Roy Paci sfociano oggi in Suonoglobal, un disco che si avvale di collaborazioni quali lo stesso Manu Chao, Pau dei Negrita, Sud Sound System e Cor Veleno.

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Ti sei addolcito nei suoni.

Sì, ma più che altro c'è un'analisi acustica diversa, grazie anche al fatto che per la prima volta cè un produttore esterno, e che produttore! Fabrizio Barbacci non è uno di quei produttori che impongono il loro marchio, oltretutto anche per lui era un esordio con sonorità insolite, visto che ha sempre lavorato con il rock della Nannini, di Ligabue e dei Negrita. Lui ha giocato soprattutto di svuotamento, a differenza di quello che facevo io quando mi producevo i dischi da solo, che andavo a riempire con tutta la roba che avevo.

 

Per cosaltro si distingue dagli altri tuoi lavori?

Forse qualcuno noterà un pizzico di presunzione, ma io lo trovo uno dei migliori dischi prodotti in Italia negli ultimi anni. C'è stato un lavoro sulla scrittura molto profondo, addirittura ho riscritto un testo 27 volte, su richiesta di Barbacci che voleva ottenere il massimo dal concetto che volevo esprimere in quel momento. Ci sono testi che sono veri e propri capolavori, come quello scritto da Pau in Giramundo, oppure l'interplay che faccio su Toda Joia Toda Beleza con Manu Chao, che nonostante abbia un'orecchiabilità devastante non è una canzoncina.

 

È vero che sono state consumate 125 bottiglie di vino rosso durante le registrazioni?

Veramente erano 175, quindi 125 litri all'incirca. Secondo me durante la creazione di un progetto mangiare e bere bene che è il motto della Posada Negro, lo studio che ho aperto l'anno scorso è fondamentale.

 

E la grafica del disco?

Sono iperfelice di aver coinvolto un grafico che è veramente un pazzo! È di Hong Kong ma vive in America da una vita, si chiama Tin-Kin Hung e ha un sito fuori di testa, per arrivarci devi digitare www. sessanta volte il numero 1 .com. Quando l'ho contattato gli ho dato delle indicazioni su quello che avevo in mente, una roba un po stile Manonegra del 3000, circense e folle.

 

Richiama anche Zelig, che ti ha portato all'attenzione del pubblico televisivo. Una popolarità utile?

Sì, più che altro mi ha fatto conoscere dal pubblico che probabilmente non segue i concerti dei cosiddetti gruppi alternativi. Zelig ti fa conoscere, come dicono a Milano, dalla sciura che ti incontra alla stazione e ti dice ma lei è quello che smontava la tromba? Ma che bravo figliolo!.

 

Altri progetti paralleli?

Sto scrivendo la colonna sonora di Guardami negli occhi, l'opera prima di Lisa Romano, una giovane siracusana che vive da anni a Roma. Poi sono coinvolto in un progetto con Mike Patton: facciamo musica italiana anni '60 con un gruppo di disturbatori sonori, l'Orchestra di Parma che fa gli arrangiamenti, e Mike che canta in italiano. Cose folli!

 

Come trovi il tempo e l'energia per dedicarti a così tanti progetti?

Perché sono Super Roy! Non lo so, lascio scorrere le cose perché se mi fermo a pensare sono morto.

mar, 10 lug 2007 - articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi

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