Attraverso il tempo, lo spazio e la materia del cinema

Uno dei più famosi viaggi nel tempo mai realizzati sul grande schermo è senza dubbio il cult pop Ritorno al futuro, la trilogia di Robert Zemeckis che proprio questo mese celebra i trent’anni dall'uscita del primo capitolo. Non solo, un'altra saga centrata sul tema è di nuovo in sala con Terminator Genisys, col gran ritorno del cyborg di Arnold Schwarzenegger. Ricorsi, loop e vortici temporali che ci ricordano il sogno più ricorrente del cinema di fantascienza degli ultimi tre decenni.

 

TERMINATOR | JAMES CAMERON, 1984

Un anno prima che Zemeckis accendesse la sua DeLorean, James Cameron dava alla luce del proiettore un film d’azione tutto muscoli e fantascienza nel quale Arnold Schwarzenegger veste la pelle di un letale cyborg giunto dal futuro per “terminare” la madre di colui che sarà il leader della resistenza in un mondo dominato dalle macchine. Imprescindibile per innumerevoli ragioni, Terminator fu l’inizio di una delle saghe più celebri dello sci-fi d’azione al quale avrebbe fatto seguito, sette anni più tardi, Il giorno del giudizio, secondo e ultimo capitolo diretto da Cameron, seguito da Le macchine ribelli, Terminator Salvation e Genisys. Ma in un video-messaggio trasmesso in sala prima dell’inizio del quinto capitolo è lo stesso Cameron, in veste di fan, a insinuare che Terminator Genisys sia il vero terzo atto della saga, quello che si ricollega ai due film da lui diretti e che idealmente chiude il cerchio.

 

L’ESERCITO DELLE DODICI SCIMMIE | TERRY GILLIAM, 1995

Il suggestivo cortometraggio di fantascienza di Chris Marker del 1962, La jetée, ambientato in una futura era post-atomica, offre a Terry Gilliam il soggetto ideale sul quale costruire L’esercito delle dodici scimmie, che sarebbe rimasto nella storia il suo film di maggior successo. Dal futuro il protagonista viene inviato indietro nel tempo con l’obiettivo di scoprire come è sorto il terribile virus che nel 2035 sta facendo fuori il genere umano. Gilliam gestisce il tempo all’interno della narrazione in modo non lineare di proposito: il viaggio tra passato, presente e futuro di Bruce Willis serve a dare al pubblico gli indizi che consentono di comprendere la relazione tra i personaggi e la trama stessa. Il visionario regista firma un’avventura pre-apocalittica – dove il significato del passato sembra essere rappresentato da What A Wonderful World di Louis Armstrong – che si conclude con un desolante finale, quasi a proclamare l’ineluttabilità del caos.

 

EDGE OF TOMORROW — SENZA DOMANI | DOUG LIMAN, 2014

Basata sulla light novel giapponese All You Need Is Kill, di Hiroshi Sakurazaka, Edge Of Tomorrow è la versione fantascientifica e d’azione piena di battaglie all’ultimo sangue della commedia di culto degli anni ’90 Ricomincio da capo. Entrato a contatto con il sangue dell’alieno che ha ucciso facendosi esplodere, il protagonista si ritrova riportato indietro nel tempo di un giorno, e da lì in poi ogni giorno si ritrova sul campo di battaglia, pronto a morire una, dieci, mille volte pur di trovare il modo di vincere la guerra. Ad addestrarlo è Emily Blunt che due anni prima era apparsa in un altro sci-fi sui viaggi nel tempo, Looper. In Edge Of Tomorrow l’attrice offre il meglio di sé a fianco (e a capo) di Tom Cruise che non era mai stato tanto picchiato, bastonato, maltrattato, scaraventato e fatto esplodere come in questo film. Anche il concetto di “respawn” nel cinema non aveva ancora raggiunto questi livelli prima dell’opera di Doug Liman.

 

LOOPER | RIAN JOHNSON, 2012

Bruce Willis torna a viaggiare nel tempo nel film di Rian Johnson nel quale interpreta un killer a pagamento con licenza di uccidere criminali provenienti dal futuro sapendo che prima o poi la stessa sorte toccherà anche a lui. Ma una volta diventato grande, una volta imparato ad amare ed essersi perdonato per tutti i crimini commessi, non ci sta proprio a essere eliminato dalla persona che era trent’anni prima (e che nel film è interpretata da Joseph Gordon-Levitt) per cui quando arriva a destinazione dal futuro cerca di convincere il proprio sé a lasciarlo andare per permettergli – e permettere a se stesso – di vivere la vecchiaia, l’amore, la pace. Bellissima parabola sulle terribili conseguenze che spettano a chi oltrepassa i limiti che, in teoria, sono stati imposti alla nostra specie per decreto naturale, Looper è costruito in maniera intelligente e finisce per sorprendere, laddove altri film dello stesso calibro hanno fallito, con un finale praticamente perfetto.

 

INTERSTELLAR | CHRISTOPHER NOLAN, 2014

Ispirato alla teoria della relatività dell’esperto Stephen Kip Thorne e dei cunicoli spazio-temporali, Interstellar di Christopher Nolan racconta il viaggio al di là dello spazio, del tempo e attraverso la materia di un gruppo di astronauti – guidato dall’attore Matthew McConaughey – in un'era in cui l’umanità è in pericolo di estinzione. Assoldato come consulente di produzione, Thorne lavora con un team di scienziati per creare un “wormhole” perché, come spiega a Nolan, la velocità della luce non è sufficiente per coprire un viaggio spazio-temporale. Per farlo Thorne e soci “realizzano” un buco nero usando effetti così sofisticati che alcuni singoli fotogrammi hanno impiegato più di cento ore per vedere la luce, sviluppando circa 800 terabyte di dati. L’opera titanica, risultato di più di un anno di lavoro, la collaborazione di trenta persone e migliaia di computer, rappresenta qualcosa di straordinario, un viaggio estremo mai visto prima al cinema.

 

TIMECRIMES | NACHO VIGALONDO, 2007

L’uscita dell’opera prima di Nacho Vigalondo ha riempito un vuoto nella recente cinematografia fantascientifica spagnola, accolta con entusiasmo anche dalla critica. Si tratta di un thriller in cui si narra di un uomo che, inseguito da un maniaco il cui volto è fasciato da una benda rosa, si nasconde in una macchina del tempo che lo trasporta nel passato di qualche ora. Appena qualche ora, ma che sarà sufficiente per scombussolare il corso degli avvenimenti. Sebbene il budget a disposizione non permetta al regista spagnolo grandi effetti speciali, l’idea del viaggio nel tempo in un contesto di assoluta e ordinaria quotidianità, con un personaggio principale che rispecchia l’uomo comune per eccellenza, è decisamente interessante. Timecrimes è un piccolo ma solido esempio di sci-fi indie con un proprio segno distintivo – la mummia rosa che appare anche sulla locandina – che regala un inizio á la Brian De Palma, un finale a sorpresa e un grande Karra Elejalde come protagonista.

 

UN TUFFO NEL PASSATO | STEVE PINK, 2010

Il passato può anche essere il luogo ideale per dimenticare momentaneamente crisi di mezza età, in una sfrenata e assurda festa, con l’esilarante presenza di Chevy Chase. Il titolo originale Hot Tub Time Machine (tradotto banalmente in italiano Un tuffo nel passato), fa riferimento alla macchina del tempo che trasporta gli ignari protagonisti agli anni Ottanta: una jacuzzi modificata accidentalmente da una bevanda radioattiva. Più fedele al genere della commedia adolescenziale degli ’80 che al cinema dei viaggi nel tempo, il film riesce a trasportare anche lo spettatore a quell’epoca, giocando con una colonna sonora ad hoc che include canzoni di Public Enemy, INXS, David Bowie, Spandau Ballet, Talking Heads, Mötley Crüe e – come chicca – una versione anticipata di Let’s Get It Started dei Black Eyed Peas, che ricorda quando in Ritorno al futuro Marty Mcfly suona un’ancora inedita Johnny B Goode di Chuck Berry, con tanto di assolo rock finale.

mer, 22 lug 2015 - articolo di Tirza Bonifazi

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