Nina Simone: 5 possibili eredi

Somi

Nata a Champaign, Illinois, e di origini ugandesi e rwandesi, la trentaquattrenne Somi è stata spesso descritta come un ibrido tra la coraggiosa audacia di Nina Simone e la bellezza vocale Di Dianne Reeves. Il suo New African Jazz, un mix di radici, culture ed esperienze di vita, perennemente sospeso tra Stati Uniti e Africa, dopo anni di underground è emerso nel 2013 quando la Sony Music le ha teso la mano. È nato The Lagos Music Salon, quinto album ma il primo in assoluto con una major, quasi un diario dei diciotto mesi trascorsi in Lagos nel 2011, in cui la denuncia sociale è onnipresente. Perché Somi è una combattente che crede nel potere dell'arte. Nel 2009 ha fondato New Africa Live, associazione no-profit per la promozione di artisti, videomaker, scrittori e poeti contemporanei dell'Africa.

 

Lorine Chia

I suoi giovani amici, ascoltando Blood On The Leaves di Kanye West si sono complimentati con lei per la collaborazione d'eccellenza. Eppure Lorine Chia, ventenne camerunense trapiantata a Cleveland, Mr. West non l'ha mai incontrato. La voce sulla traccia di Yeezus era quella di Nina Simone. Il paragone e la traballante memoria storica dei suoi coetanei la fanno sorridere. Così come i cliché che richiedono alle moderne reginette R'n'B di mostrarsi il più possibile per compensare talenti mediocri. Lei, infatti, va controcorrente. Vuole fare musica e basta, senza essere schiava del look. La sua fusion di acid jazz, soul, R'n'B, pop e trap, per quanto non innovativa risulta rigenerante, lontana dai trend e onesta. Anche quando denuncia un certo maschilismo e razzismo nell'industria discografica. Ascoltare l'album Naked Truth per credere.

 

Al Spx

I suoi genitori desideravano per lei un lavoro "serio" e stabile, desideravano diventasse un bravo medico o un bravo avvocato. L'allora ventenne somalo-canadese Ladan Hussein aveva altre intenzioni. Abbandonato il college, rovinato il rapporto con i genitori e perso un tetto sulla testa si è trasformata in Al Spx, o Cold Specks, e ha abbracciato la musica. Riuscendo a creare ibridi intriganti, insospettabili, coinvolgenti. A sintetizzare hardcore punk, free jazz e folk. A ritagliarsi nello spazio di due album — I Predict A Graceful Expulsion (Mute, 2012) e Neuroplasticity (Mute, 2014) — un posto di tutto rispetto nell'olimpo della sperimentazione, raccogliendo collaborazioni illustri come quella con Moby in A Case Of Shame. Dimostrando a tutti che scegliere coraggiosamente la strada meno sicura, a volte, paga se hai talento. Lo hanno capito anche i suoi.

 

Lulu James

Quando da bambina in Tanzania, il suo paese natale, Lulu James cantava nel coro tradizionale diretto dalla nonna, non pensava che un giorno la sua voce, bassa e ruvida, profonda e fredda solo all'apparenza, sarebbe stata al centro della sua esistenza e della definizione del "soul del ventunesimo secolo". Quando si è trasferita a South Shield nel Regno Unito, con il sogno quasi proibito di lavorare nella polizia scientifica, tutto è cambiato e l'inversione di marcia è immediatamente risultata possibile. Soprattutto dopo l'incontro con il produttore-autore DomZilla che l'ha aiutata a disegnare un intrigante trip-soul in cui confluisce l'amore per Gil Scott-Heron come per Michael Jackson, per Aretha Franklin come per Jamie xx. E che la guiderà nella realizzazione dell'atteso album d'esordio.

 

Georgia Anne Muldrow

Dopo sedici album e una lunga serie di progetti e collaborazioni, Georgia Anne Muldrow rimane una delle artiste più sottovalutate della black music. Eppure ha ammiratori che non smettono di lodarla, come Yasiin Bey che l'ha definita: "incredibile. Un incrocio tra Roberta Flack, Nina Simone ed Ella Fitzgerald. Georgia è come una religione", e l'apprezzamento continuo da parte di Bilal, Erykah Badu, Madlib, Dwight Trible. Spaziando tra il funk psichedelico e il soul jazz la trentaduenne di Los Angeles scrive la sua storia musicale e personale in grassetto, lasciandosi ispirare dagli umori degli anni Settanta come dalle elettrizzanti vibrazioni degli anni Zero. Trovando strade poco trafficate e sentieri alternativi che portano in mondi magici. Dove trionfa la personalità e l'orgoglio di essere fuori dagli schemi. La volontà di crearsi da soli delle possibilità.

mer, 22 lug 2015 - articolo di Daniela Liucci

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