Sanremo 2012, le pagelle della quarta serata: ancora duetti

Noemi – Gaetano Curreri Sono solo parole

La versione in duetto di questo pezzo, non certo geniale, di Noemi esce arricchita dalla collaborazione col leader degli Stadio. Anche se i due gridano, anche se l’intonazione non è il massimo, anche se… Ma non prendeteci troppo sul serio: le nostre Sono solo parole

Voto: 6

 

Pierdavide Carone – Lucio Dalla – Gianluca Grignani Nanì

Quando una canzone è brutta, come la metti la metti, brutta rimane. Grignani riesce a essere addirittura irritante. Il buon Carone pensa al suo grande amore dolce dolce per la lucciola Nanì. Grignani canta come se l’ormone avesse il sopravvento sull’uomo. Pierdavide si sdilinquisce per la sua bella. Gianluca… le raserebbe l’aiuola.

Voto: 4

 

Dolcenera – Max Gazzè Ci vediamo a casa

Da Nanì a Dolcenera. Non ce ne vogliate, ma il look potrebbe essere lo stesso. Chiediamo venia se la prima serata abbiamo capito poco la valenza struggentemente pop di questa canzoncina. Che stasera è definitivamente riscattata da Max Gazzè. Dolcenera sul podio!

Voto: 7 ½

 

Gigi D’Alessio – Loredana Berté – Dj Fargetta Respirare

Momento trash della serata, il remix house di re-re-re-Respirare dell’improbabile coppia del festival. Questa proprio non ce l’aspettavamo. Il risultato è una cover della canzone a cura dell’omino che urla dalla macchina: “Donne, è arrivato l’arrotino!”

Voto: 4 (perché, ci ripetiamo, vogliamo bene alla Berté)

 

Chiara Civello — Francesca Michielin Al posto del mondo

Direttamente da X-Factor, la Michielin tenta di approcciare questa canzone pretenziosa e prescindibile. Sembra un duello tra sconosciute. Sbadigli a go-go. Potete approfittarne per andare a fare pipì senza attendere la pubblicità.

Voto: 5

 

Samuele Bersani – Paolo Rossi Un pallone

Sarà che Paolo Rossi è sempre uguale a se stesso, sarà che i due cantano all’unisono, sarà l’emozione che incute il palcoscenico dell’Ariston, ma le guittezze dell’attore non riscattano la canzone. E Rossi diviene solo un comprimario troppo agitato e nevrotico.

Voto: 5

 

Eugenio Finardi – Peppe Servillo — Piccolo Ensemble Futuro E tu lo chiami Dio

Già detto di quanto sia noiosamente teatrale l’interpretazione che Finardi offre di questo delirio mistico. Ma, come se non bastasse, al teatro si aggiunge altro teatro. Per mimica, concitazione, enfasi i due, messi insieme, danno vita a una specie di opera dei pupi siciliani.

Voto: 5

 

Nina Zilli – Giuliano De Palma — Fabrizio Bosso Per sempre

Definitivamente la Winehouse de noantri. Il duetto, che sulla carta si preannunciava succulento, si traduce in un tripudio di grida, sguaiataggini e muscoli, laddove la canzone avrebbe dovuto evocare ben altra leggerezza. Non basta Fabrizio Bosso a rischiarare il tutto.

Voto: 5

 

Arisa – Mauro Ermanno Giovanardi La notte

Questione di chimica: salgono sul palco la nuova Arisa (quella del riscatto) e un centratissimo Mauro Ermanno Giovanardi, che fa sua la delicatezza di questo pezzo. La versione trasuda intimismo. Peccato solo il violino di Mauro Pagani che fa tanto Dolce Remì.

Voto: 8

 

Emma – Alessandra Amoroso Non è l’inferno

Grida tu che grido anch’io. La filosofia dell’urlo fa da base alla performance vocale delle due ex di Amici. Scatta inconsapevole la domanda su cosa avrebbero detto i loro vecchi, accigliati maestri. Intanto questo è proprio un inferno…

Voto: 5

 

Matia Bazar – Platinette Sei tu

Non c’è il colore del trucco né la vaporosa cascata di biondo della parrucca. Ma soprattutto non c’è un pizzico di ironia e malizia nell’interpretazione di una Platinette “in borghese”. Alla tetra seriosità della Mezzanotte si aggiunge il parlato enfatico dell’ex bionda. Il disastro è completo.

Voto: 4

 

Francesco Renga – Scala & Kolackny Brothers La tua bellezza

Renga sgonfia di pathos una delle canzoni più belle del festival 2012. L’arrangiamento del coro e il tono più stemperato sembrano andare a parare dalle parti di Björk di Vespertine. Tutto fa tanto bianco Natale e Islanda. Happy Christmas.

Voto: 7

sab, 18 feb 2012 - articolo di Mauro Petruzziello

Tag: sanremo 2012

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