Patti Smith a Sanremo 2012 e i duetti: pagelle
Chiara Civello – Shaggy Io che non vivo senza te
Bombastic l’ha fatta, l’one-hit-wonder Shaggy. Poi raglia anche il classico di Pino Donaggio. La Civello non sa che pesci prendere di fronte al suo compagno fuori fase. Sconsolata si trasforma in una specie di cantante da pianobar. Mente l’altro fa puro karaoke in una serata sbagliata. Ma perché? E Gianni Morandi si permette pure di dire: “Abbiamo cominciato alla grande…”
Voto: 3
Samuele Bersani – Goran Bregovic Romagna mia
“Volevo asciugare l’Adriatico, cioè la distanza che separa la mia Romagna dai Balcani di Bregovic”, dice Bersani. La versione del classico delle balere, eseguita con l’armamentario sonoro della Wedding & Funeral Orchestra di Bregovic, è sghemba e delirante al punto giusto. Peccato per la solita intonazione claudicante del cantautore di Chicco e Spillo.
Voto: 7
Nina Zilli – Skye Grande grande grande
Per la Zilli questo è l’anno di Mina e lo dimostra anche la scelta di eseguire questo pezzo. Skye, un po’ educanda, sussurra sensuale e convincente. Ma nonostante la classe delle due, la serata si trasforma sempre più in una replica notturna di una qualsiasi puntata di I migliori anni. Tra parentesi: alla fine del pezzo, la Zilli fischia pure. Una vera multistrumentista…
Voto: 6 ½
Matia Bazar – Al Jarreau Parla più piano
L’intenzione di stupire supera l’effettivo stupore. L’operazione si trasforma in una terribile oscillazione fra poli estremi: calligrafia, noia, patetismo. Al Jarreau è totalmente sfocato. La Mezzanotte stona a causa dell’ansia di strafare. Il bravo presentatore continua a dire che Jarreau è il migliore di tutti, ma quando i due si producono in una terribile gag sulle parole italiane, la nostra mente è attraversata dal dubbio che il cantante americano sia leggermente bollito.
Voto: 4
Emma – Gary Go Il paradiso
Quando approccia alla cover del pezzo reso celebre da Patty Pravo, si apre un varco spazio-temporale ed Emma torna a essere la tipetta di Amici che cantava canzoni di altri davanti a una giuria feroce e a un pubblico urlante. La pugliese grida, grida, grida, come se la potenza vocale potesse o dovesse bastare. Gary Go? Non pervenuto.
Voto: 6
Arisa – José Feliciano Che sarà
Fino a ieri era la simpatica cantante occhialuta. Ma questo è l’anno – e l’edizione — del suo riscatto. E della sua definitiva trasformazione nella next Orietta Berti. Insieme a José Feliciano trasforma questa canzone del definitivo hit dell’emigrante. Fazzoletti alla mano: c’è da piangere.
Voto: 6
Francesco Renga – Sergio Dalma Il mondo
Tira fuori i muscoli Renga per interpretare questo classico. Dalma invece sceglie la strada del graffio. Al Bano che duetta con Bruce Springsteen. O, anche, José Carreras con Adriano Pappalardo. Ma comunque la si metta, una buona prova.
Voto: 7
Pierdavide Carone – Lucio Dalla – Mads Langer Anema e core
Dalla che canta in napoletano è un cinese che si cimenta col ciociaro. Carone va un po’ meglio. Langer abdica a favore dell’inglese. Per fortuna. Ma perché questa versione così maciullata di Anema e core? Talmente pesante e indigesta da trasformarsi in Anema e cozze.
Voto: 4 ½
Irene Fornaciari – Kerry Ellis – Brian May Uno dei tanti
Brian May suona Mogol. Giuriamo che non è fantascienza sci-fi. Ma l’incontro è alieno, a metà tra Who Wants To Live Forever e gli ABBA (questi ultimi non solo per l’incedere dance del pezzo, ma anche per l’accostamento cromatico: Fornaciari come Anni-Frid Lyngstad; Ellis come Agnetha Fälstkog). Il risultato è una tonnellata di kitsch. Alla fine del pezzo Irene piange. Commozione o vergogna?
Voto: 5
Marlene Kuntz – Patti Smith Impressioni di settembre
Improvvisamente il festival diventa serissimo. I Marlene sono a loro agio nel pezzo della PFM. Patti Smith, ieratica, dà senso all’appellativo di sacerdotessa del rock. Spoken words finale di incredibile intensità. Poi attaccano Because The Night. In sala credono che sia solo la sigla di Fuori orario. Invece siamo dalle parti della poesia.
Voto: 8
Gigi D’Alessio – Loredana Berté – Macy Gray Almeno tu nell’universo
Avrebbe dovuto esserci Nina Hagen ma è arrivata una più tranquillizzante Macy Gray. I tre non si amalgamano: D’Alessio è completamente inadatto al pezzo, la Gray non al massimo. Ma per la Berté non valgono discorsi perché è troppa l’emozione di veder vibrare le sue ruvide corde vocali sull’immenso pezzo portato al successo dalla mai troppo compianta Mia Martini.
Voto: 6
Eugenio Finardi – Noa Torna a Surriento
Che Noa sia un’artista versatile e eccezionale, nonostante una troppo sfacciata adesione al mainstrem, non è una novità. Ma quando Finardi attacca la sua parte nel pezzo e sterza verso un delirante power-pop, c’è qualcosa che ricorda troppo da vicino un terribile scherzo di Alice Cooper.
Voto: 4
Dolcenera – Professor Green Vita spericolata
Potrebbe cantare anche la lista delle vette più alte d’Europa, ma la piegherebbe allo stile strascicato e tormentato di Dolcenera. Ma la sorpresa è l’inserto rap di Professor Green. Suona straniante. E, giusto per una questione di rima, anche imbarazzante.
Voto: 5
Noemi – Sara Jane Morris Amarsi un po’
La Morris canta sempre con quella sua fantastica voce da orco delle fiabe. Noemi si trova meglio qui che su Sono solo parole, pezzo che sta portando a Sanremo. Il pezzo fa da trampolino di lancio alle due personalità e l’alchimia fra le due funziona.
Voto: 7
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ven, 17 feb 2012
- articolo di Mauro Petruzziello
Commenti
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carmine17 febbraio 2012, 14:35Carissimo Mauro Petruzziello, io davvero non riesco a capire come si possano dare dei voti così negativi a questi duetti meravigliosi... Ho l'impressione che questi voti li hai dati soltanto in base al "Nome" dell'artista internazionale che più si avvicinasse ai tuoi gusti... quell'8 a patti smith e il 6 a José feliciano dimostrano, ahimé, quanto le tue recensioni (anche quella dello scorso festival) siano banali e superficiali, quasi a voler ostentare lo stile "alternative" di Freequency. FINIAMOLA una volta per tutte!!! e cerchiamo di fare delle recensioni pubbliche un pò più OGGETTIVE!!! voto alla tua recensione=4,5
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blondie17 febbraio 2012, 17:47Ho trovato la Bertè semplicemente fantastica e l'applauso a scena aperta era meritatissimo...ha cantato con il cuore e si è sentito tutto...
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patriziasmith17 febbraio 2012, 17:57Caro Mauro Petruzziello, io invece do alle tue recensioni un bell'8 pieno. Le trovo molto calzanti, precise e ironiche. Non ti do un 10 per due fondamentali motivi: 1. Non ti sei commosso (e non si è commosso neanche il pubblico dell'Ariston) quando la signora Smith ha dedicato "Because The Night" al compianto marito con gli occhi lucidi e un sorriso. 2. Non hai sottolineato come la rossa Noemi abbia inciampato numerose volte sul testo di "Fast Car", fino a lasciarla cantare quasti tutta alla signora Morris. Questo festival è, permettimi di rubarti le parole, "straniante. E, giusto per una questione di rima, anche imbarazzante".
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mauro petruzziello18 febbraio 2012, 10:37Caro Carmine, l'oggettività non esiste. Chi la spaccia è un pessimo spacciatore. Ho dato dei voti che seguono il mio gusto personale. Sono aperto al dibattito, ma tieni presente si tratta di un gioco ironico. D'altronde come dice Noemi... "Sono solo parole". No? Blondie, con un nome così, si può essere solo d'accordo con te! Scongeliamo i nostri "Heart Of Glass"! Patriciasmith, le mie lacrime erano già esaurite: le avevo spese tutte per Arisa e Feliciano! Arisa è la nuova brunetta dei Ricchi e Poveri! Che ci vuoi fare, sono un tenerone!
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