Tom Cruise: Mission (quasi) Impossible compiuta

L'attore ritrova la gloria con il quarto capitolo delle avventure di Ethan Hunt

Tom Cruise è Ethan Hunt. Finalmente, definitivamente, amorevolmente. In carne e ossa, attore e controfigura, primo piano e stuntman, pelle e seconda pelle. Il nuovo capitolo della sua saga d'appartenenza, Mission: Impossible — Protocollo Fantasma, in uscita il 27 gennaio in Italia (leggi la recensione), lo rilancia in grande spolvero, e con merito, dopo qualche scivolone di troppo, sia sullo schermo che fuori. Non che ci sia mai interessato come educhi la figlia Suri, anche se qualche eccesso (tacchi a spillo a 5 anni?) è effettivamente un po' inquietante, né se si esalta un tantino nelle sue interviste su Scientology o sulla moglie Katie Holmes, ma dopo una trentina di anni in sua compagnia cinematografica sarebbe stato un peccato se la scolorita immagine pubblica avesse continuato a sminuire la carriera di attore. Pare che funzioni (anche) così.

 

In Operazione Valchiria, film su un complotto contro Hitler finito male, non ci era dispiaciuto, abile e intenso in una recitazione peraltro limitata da benda sull'occhio e braccio finto, ma al pubblico e al botteghino sì, era proprio dispiaciuto. Ingiusto. Così come nell'action rosa Innocenti bugie, accanto a Cameron Diaz, quasi un'intro più leggera e romantica al vero Tom Cruise d'azione, film che quando è stato presentato ha fatto notizia quasi solo per l'altezza dei tacchi che gli servivano a stare a livello della bionda compagna di set. Ingeneroso.

 

Protocollo fantasma, il primo titolo della serie senza numero (ma sarebbe il 4), rimette al centro della storia una squadra, tanto per  non lasciare troppo isolato il nostro Ethan-Tom, una fitta serie di rompicapo veramente spionistici a complicare la trama, molta suspense oltre che l'ovvia e dovuta dose di azione, il tutto ancora una volta in giro per il mondo, a testimonianza della globalità del franchise. Dall'Europa dell'est di Budapest, filmata però su set praghesi, fino a Mosca, dalla sabbia degli Emirati all'India di Mumbai, un po' per sicuri calcoli di marketing (tant'è che ogni luogo ha la sua guest star di richiamo), un po' per far sbizzarrire gli esperti degli effetti speciali tra un'esplosione al Cremlino e una sequenza sospesa sul baratro di cristallo e acciaio del Burj Khalifa di Dubai.

 

Come per l'esordio alla regia cinematografica di J. J. Abrams (avvenuto in M:I:III, nel 2006), anche Protocollo Fantasma scommette su una prima volta, ed è il turno di Brad Bird, veterano della Pixar già al timone di capolavori come Gli IncredibiliRatatouille, che finalmente si cimenta con una pellicola live action. I botteghini di tutto il mondo, ma anche le recensioni, dicono che l'esame è superato. E in proiezione pare che sfonderà il tetto dei 600 milioni di dollari d'incasso.

 

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mer, 25 gen 2012 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Tom Cruise  Movies  film

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