Strani album di Natale 3: in pantofole, lo spazio e l’anti Natale
Emmy the Great & Tim WheelerThis Is Christmas (Infectious, 2011)
Lui è il frontman degli Ash, lei la nuova sensation del british indie-pop. Insieme fanno concorrenza ai più noti She & Him. Almeno a Natale. Il loroThis Is Christmas, nove tracce originali e una imprescindibile cover, è la colonna sonora ideale del ritorno a casa e al calore della famiglia tra cene, rimpatriate, tombolate, battaglie a palle di neve baci sotto il vischio e incontri con vecchi amici perduti di vista. Dolce, nostalgico, avvolgente come un pesante e colorato maglione di lana è la perfetta colonna sonora delle feste. Carica di melodie da canticchiare anche durante le lunghe battute di caccia al regalo.
Da impacchettare con: Canned Heat, Christmas Album (Fuel 2000, 2007) per bilanciare la zuccherosa felicità pop con un po' di sana malinconia blues.
Eban Schletter
Cosmic Christmas (Oglio Records, 2009)
Un concept album natalizio senza renne e slitte ma proiettato nello spazio? Possibile, se a “concepirlo” è un prolifico compositore – abituato a lavorare con le immagini – come Eban Schletter. La storia? Lo Spirito Natalizio viene lanciato oltre la stratosfera. Un satellite militare lo intercetta e i suoi computer, pur non riuscendo a identificarlo e classificarlo, si lasciano lentamente conquistare. Chi si aspetta, tuttavia, freddi scampoli di elettronica cuciti insieme in gelidi manti sonori, rimarrà affascinato invece dalla presenza di melodie “esplorative”, affidate a sintetizzatori e theremin, in un'intrigante psichedelia minimal.
Da impacchettare con: The Flaming Lips, Christmas On Mars (Warner Bros, 2008), perché visioni e illuminazioni hanno bisogno di terreno fertile per germogliare.
Erin McKeown
F*ck That! Anti-Holiday Album (TVP Records, 2011)
“Chi non compra regali è più ricco”. In tempi di magra può suonare superfluo ribadire l'ovvio, ma se qualcuno ancora non avesse capito che “c'è grossa crisi”, ecco il ripasso. Sotto forma di folk militante, anti-capitalista, radicale, femminista fino all'eccesso, sinistroide, multietnico, guerriero, anti-razzista, anti-sessista e anti-festivo. A fare un bagno di cruda realtà a un modo distratto e alla deriva quattro è la cantautrice Erin McKeown, la figlia ideale di Ani Di Franco, alle prese con la riscrittura dei tradizionali inni dicembrini. “Babbo Natale ti odio / e tutti pensano che tu sia meraviglioso / La mia missione è distruggerti / e far vedere al mondo che sei un uomo malvagio”. Chiaro il messaggio?
Da impacchettare con: Capital Steps All I Want for Christmas Is a Tax Increase (Capitol Steps, 2001), per rincarare la dose. Con un carico di satira pungente.
Saint Etienne
A Glimpse of Stocking (Foreign Office, 2010)
I paladini della indie-dance britannica, un'istituzione nazionale quasi quanto la monarchia, fanno un regalo ai membri del loro fanclub. Raccogliendo in una unica, golosissima compilation tutti, ma proprio tutti, i singoli natalizi registrati in carriera. A Glimpse of Stocking racchiude la loro affascinante ricerca sonora, quel mix di pop sixties e inflessioni acid house, che conquista e rende impossibile rimanere incollati al divano a scartare torroncini o a trangugiare l'ennesima fetta di pandoro. E, come vuole la tradizione, il cofanetto regalo è corredato di bigliettino firmato a mano. Noblesse oblige.
Da impacchettare con: Pet Shop Boys, Christmas EP (Astralwerks 2009), perché un fan con la pancia piena è un fan che non si aliena.
: il Natale vintage :
ven, 23 dic 2011
- articolo di Daniela Liucci
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