David Lynch: il nuovo film è uno spot per Dior

Starring Marion Cotillard e una borsetta firmata

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Troppo lungo — 16 minuti e 18 secondi — per essere solo uno spot, troppo breve per essere davvero la nuova opera cinematografica di David Lynch. Anche se in questi giorni la Francia è tappezzata, per strada e sui giornali, di gigantesche Marion Cotillard presentate proprio come star del nuovo "film" di Lynch. Che poco più giù si scopre essere non nelle sale, ma un mega spot raggiungibile a preciso indirizzo internet: LadyDior.com.

 

Insomma, il terzo capitolo di una saga pubblicitaria, Lady Blue Shangai, è un cortometraggio d'autore al servizio di un grande marchio. Lynch in persona, continuando la strada imboccata con Inland Empire, si mette dietro la telecamera digitale — non la cinepresa — e cura il montaggio, firmando ovviamente anche sceneggiatura, regia e parte della colonna sonora. In un albergo di Shangai, camera 815 — ma poteva essere anche la 2046 — tra panorami lividi e la torre che sovrasta la città, una giovane donna ricorda e non ricorda un fugace incontro d'amore, onirico e allucinato (non poteva essere altrimenti).

 

Scatta però uno strano meccanismo. Lynch in passato si era pronunciato molto chiaramente sulla pratica del product placement, la pubblicità introdotta spesso per via occulta o forzata per finanziare i film, archiviando tutto come una sonora "stronzata" (segue video in cui ribadisce il concetto).

 

Nonostante ciò il regista del Montana non ha mai disdegnato incursioni nel mondo dell'advertising, cui si era già dedicato anima e corpo, idee e immagini,  con grandi risultati e per i marchi più disparati, videogiochi, profumi e caffè. Un doppio binario assolutamente coerente. 

 

Oggi però, espandendo il concetto di spot a cortometraggio, diluendo il messaggio, paradossalmente Lynch sembra essere inciampato proprio nella forzatura del peggiore product placement: un conto è uno spot vero, un flash che ha al suo centro l'oggetto da pubblicizzare, altro paio di maniche è ritrovarsi a seguire una storia, proprio come se fosse un mini film di Lynch, e vedere una borsetta firmata che entra e rientra nella vicenda con tempi e modi ai limiti del grottesco. Proprio a causa di questi aloni di finto mistero, fumi (negli occhi) e luci, qualcuno ha parlato di "autoparodia", e se magari non ci ha preso in pieno, bisogna ammettere che non è andato tanto lontano dal bersaglio.

 

Completano il sito, proprio come il menu di un dvd, contenuti extra, una poesia di Lynch, il backstage e, per tornare bruscamente sulla terra dell'e-commerce, il carrellino per l'acquisto della borsetta, da circa 1500 euro.

 

mer, 26 mag 2010 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Marion Cotillard  Movies  David Lynch

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Commenti

  • begin_idiot
    begin_idiot
    26 maggio 2010, 20:06
    anche a me lo spot è sembrato una caricatura di enland empire, satura di quelli che potrebbero essere i punti chiave del cinema di Lynch: luci e fiore blu, intermittenze, dialoghi sospesi...trovo anche che la scelta del digitale, in questo caso, sia perfetta per far perdere allo spot di credibilità! penso comunque che Lynch sia consapevole di tutto ciò e che ammicchi a se stesso, al suo cinema, come di fronte ad un piccolo specchio... da borsetta per l'appunto!

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